Zone di degrado, spazzatura, illegalità. Ci sono sempre state e mai scompariranno del tutto, ma forse mai nella storia recente della Capitale d’Italia si era verificata questa trascuratezza socio-culturale.
Lo vedono i turisti, i passanti che hanno la sfortuna di dover schivare cumuli di spazzatura o piante che si impossessano dei marciapiedi. Lo sostengono inoltre i romani meno giovani, quelli che per intenderci hanno vissuto gli anni dell’apogeo di Roma.
Più di un’accusa politica, più di una denuncia sulle falle della nettezza urbana Capitale, l’intervento del direttore della Gazzetta Amministrativa Enrico Michetti per la rubrica ‘Usciamo per un attimo fuori dal pallone’ in concomitanza con gli ascoltatori è una vera e propria riflessione sull’involuzione della nostra società.
“Prendiamo ad esempio la Roma del 1987, con sindaco Signorelli. Non c’erano i cassonetti, ma nemmeno spazzatura in strada“, dice Michetti, “nella Prima Repubblica tante cose andavano male, ma c’erano sindaci di primo pelo. La Roma degli anni ’60 era la più corrotta in assoluto, ma era che la Roma della dolce vita, la Roma più ammirata al mondo, la Roma delle grandi infrastrutture, la Roma delle Olimpiadi“.
LEGGI ANCHE:
Zelensky, attore nato con la N maiuscola e prodotto in vitro di Washington se non…
Il calcio italiano piange la scomparsa di Franco Baresi, morto nella notte all’età di 66…
Ieri sera, mentre le notizie dalle spiagge di Ceuta continuavano ad arrivare a raffica, su…
Volevo lasciare un pensiero oggi senza commentare i giornali, ma volevo dedicare questo pensiero agli…
Anthony Fauci ha scelto il silenzio. Mercoledì 29 luglio, davanti alla Senate Homeland Security and…
Un episodio di cronaca nera consumatosi a Roma lo scorso 18 luglio si fa protagonista…