La narrazione egemonica è sempre la stessa dal 1989. Ci dicono che bisogna lottare contro lo stato totalitario di turno, colpevole di non essere allineato con il nuovo ordine mondiale americanocentrico. Segue l’intervento ‘liberatorio’ condotto dalla monarchia del dollaro e dalla civiltà dell’hamburger.
Narrazione creata appositamente per far sì che l’opinione pubblica mondiale scambi l’imperialismo per la democrazia e il colonialismo per la liberazione.
La verità è un’altra.
L’Iran non è un pericolo per la pace nel mondo, non è un paese totalitario.
Pericolo per la pace nel mondo è la civiltà a stelle e strisce, che semina guerra per il mondo ed esporta democrazia missilistica.
Soleimani non era un terrorista, era un eroico patriota. Lottava contro il terrorismo dell’Isis e in nome dell’Iran sovrano e libero.
La sola guerra legittima è la guerra in difesa dell’invasore.
Quello che oggi viene talvolta fatto passare per terrorismo è in verità solo il sacrosanto diritto degli oppressi di ribellarsi all’occupazione imperialistica della loro patria.
L’Iran era da tempo tra gli obbiettivi di Washington. Ora lo accusano di aver attaccato basi statunitensi in Iraq. E’ la solita storia del Lupo e l’Agnello di cui scrive Fedro: gli Stati Uniti vogliono a tutti i costi la guerra e cercano di legittimarla dietro la maschera dei diritti umani e della democrazia missilistica da asporto.
Se vi sarà la guerra occorrerà stare senza se e senza ma con l’Iran.
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