La Lazio è stata eliminata dalla Coppa Italia, un trofeo che aveva alzato pochi mesi fa, ma stavolta bisogna dire che più di una sconfitta biancoceleste bisognerebbe parlare di una vittoria del Napoli.
Già, un Napoli evidentemente in crisi in campionato ma che ha – non poteva non avere – alcune sue qualità indiscuitibili. La partita è stata insomma molto più difficile per Inzaghi di quanto era stato immaginato. Quando giochi contro Insigne o Milik, Zielinsky o Callejon, per fare alcuni nomi, devi sempre pensare che gli avversari possano trovare la serata giusta. E così è stato.
La Lazio è stata così eliminata e non si può appellare all’espulsione di Leiva, perché è vero che l’ammonizione non c’era ma è altrettanto vero che la reazione è stata scomposta ed esagerata. Non ci si può neanche appellare ai pali, perché altrettanti ne ha colpiti il Napoli. La Lazio ha semplicemente trovato un’avversaria all’altezza, con un pubblico che ha sostenuto la squadra dal primo all’ultimo minuto. Era insomma la serata per ritrovarsi e così è stato.
La Lazio ha pochi motivi per rammaricarsi, tranne un pizzico di superficialità con cui è entrata in campo.
Alessandro Vocalelli
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