Massimo Garavaglia (Lega): “Noi avevamo chiesto a Conte almeno la possibilità di leggere qualche carta prima che lui andasse a discutere l’argomento”.
Proprio ai nostri microfoni il deputato leghista Claudio Borghi aveva raccontato della riunione a ‘porte chiuse’ tra Conte e altre quattro persone per visionare il MES, Meccanismo Europeo di Stabilità o fondo salva-Stati. Il trattato era in inglese e la riunione, che si è svolta al Ministero del Tesoro ed è durata all’incirca un’ora, imponeva che non fosse scattata alcuna fotografia.
“Modalità vergognose“ secondo il Presidente della Commissione Bilancio della Camera.
Ecco qualche dettaglio su quell’incontro nell’intervista di Francesco Vergovich e Antonello Angelini.
“L’unica cosa che non era un problema era l’inglese, anche se bisogna stare attenti perché alcune parole quando vengono tradotte possono avere significati leggermente diversi. Divieto di prendere appunti? Qualche appunto lo abbiamo preso, non si poteva riprodurre il testo. Quindi fare foto e quant’altro.
Noi avevamo chiesto a Conte almeno la possibilità di leggere qualche carta prima che lui andasse a discutere l’argomento.
Dopo la lettura che abbiamo fatto a Palazzo Chigi con Bagnai, la Castelli, un suo collaboratore e un collaboratore della presidenza del consiglio, in un’oretta, un’oretta e mezza, abbiamo fatto in tempo a leggerlo ampiamente e farci un’idea sufficientemente chiara dei punti critici che poi sono quelli che sono stati successivamente evidenziati. Tant’è che a seguito di questa lettura, quando poi abbiamo relazionato Matteo Salvini, Giorgetti e gli altri che si occupano della questione, l’input che è stato dato era di non procedere per avere un approfondimento più generale di tutta la questione. A questo poi sono seguiti anche atti formali.
In tutta Europa non si parla di salva-Stati, si parla di salva-banche. Perché nel salvare gli stati poi alla fine si salvano le banche. Questa è la sostanza che è nota in tutta Europa tranne che da noi”.
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