Guido Crosetto, esponente di spicco del giullaresco governo di Giorgia Meloni e della destra bluette neoliberale filoatlantista, filoucraina, filobancaria e filoisraeliana, ha recentemente proposto un patto antirusso a tutti i partiti italiani. Secondo il demenziale progetto avanzato da Crosetto, tutte le formazioni politiche italiane dovrebbero stipulare un accordo di convergenza nell’opposizione alla Russia di Putin e alle sue fantomatiche ingerenze nella politica italiana. Ricordiamo, per inciso, che nei giorni scorsi sono stati espulsi dall’Italia diplomatici russi con l’accusa inverosimile di spionaggio. Il progetto di Crosetto, come testè ricordavo, è palesemente demenziale ed è oltretutto la prova provante del fatto che questo governo, lungi dall’essere patriottico e difensore dell’interesse nazionale, non fa altro che rinsaldare la deplorevole subalternità della nostra patria all’imperialismo a stelle e strisce.
Come sanno ormai anche le pietre, in Italia non esistono basi russe o cinesi, ma ve ne sono centinaia di americane. Basi americane che, lo ricordiamo, rendono stabilmente la nostra Italia un paese a sovranità limitata e, di più, una colonia sotto l’egida di Washington. Naturalmente sulle basi americane il prode Crosetto non spende una sola parola e anzi il suo governo, come i precedenti della sinistra fucsia, accetta serenamente l’occupazione del territorio nazionale da parte di potenze militari straniere, salvo poi gridare stizzito al pericolo russo e magari anche prossimamente a quello cinese. Una volta di più, quod erat demonstrandum, il governo di Giorgia Meloni, alla stregua di quelli della sinistra fucsia, risulta nemico giurato dell’interesse nazionale e svolge la stabile parte di stampella a supporto dell’ordine imperiale statunitense, rispetto al quale la nostra sventurata Italia figura ormai come semplice colonia priva di dignità e financo priva di coscienza dei reali rapporti di forza.
Il paradosso sotto gli occhi di tutti è che per Crosetto il problema non è l’imperialismo di Washington, non sono le basi americane, non è la subalternità dell’Italia alla Casa Bianca. No, il problema sono i russi. Proprio così, i russi rappresentano la minaccia per l’Italia secondo il giullaresco governo di Giorgia Meloni, che in ciò, lo ricordiamo, converge in toto con i precedenti governi della sinistra fucsia, anzi della sinistra fucsia liberal-progressista. Destra e sinistra, ormai lo sappiamo, sono le due ali dell’aquila neoliberale.
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