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Fabio Fazio, una holding da 11 milioni di ricavi ► Gianni Dragoni (Sole 24 Ore)

L’Officina Srl è la società costituita da Fabio Fazio insieme a Magnolia Spa per la realizzazione del programma in onda su Rai1 ‘Che tempo che fa‘.

“Da quanto ha reso noto la Rai o è trapelato sulla stampa – scrive su Il Sole 24 Ore Gianni Dragoni – oltre al compenso di 2,24 milioni annui pagato a Fazio, la Rai versa a L’Officina per l’appalto di produzione altri 10,64 milioni all’anno. Questa è la cifra della prima stagione 2017-2018, per il 2018-2019 si è parlato di 9,6 milioni. Questa somma include 704.000 euro annui per i diritti del format che spettano a Fazio”.

Cifre sbalorditive, secondo il giornalista economico, che fanno sorgere molti dubbi sia tra il pubblico che tra gli addetti ai lavori dell’ambito della comunicazione.

Ecco come Gianni Dragoni ha commentato in diretta ai nostri microfoni la vicenda contenuta nel suo scritto dal titolo ‘Fabio Fazio, una holding da 11 milioni di ricavi‘.

L’intervista di Francesco Vergovich e Fabio Duranti.

“Queste cifre del contratto di Fazio, della sua società, perché comunque il pacchetto è unico, io le giudico sbalorditive. Piuttosto sorprendenti. Sono cifre molto alte. Bisogna tener conto anche della qualità della trasmissione… Poi c’è a chi piace e a chi non piace, ma la Rai incassa anche dalle pubblicità, per cui non è un costo netto. Va detto, anche perché lui può dire questo. La pubblicità fa anche parte dell’infrastruttura su cui la Rai trasmette.

Io però non credo che sia corretto che uno consideri solo la pubblicità che va in quel programma, perché poi chi investe in pubblicità investe da una parte e non investirà in un’altra. Ci dovrebbe essere come una volta nel calcio un principio di solidarietà: una quota della pubblicità totale dovrebbe essere considerata al servizio dei costi di rete.

Ho notato che di fronte a questo articolo c’è stato molto interesse di lettori, ma non ho visto nessuno in ambito politico fare delle osservazioni. Più in generale credo che in seguito alla crisi sia aumentata la polarizzazione nella società tra chi è più in alto, ha più forza a vari livelli, parliamo di manager, dirigenti, quelli che gli americani chiamano i gatti grassi, che hanno dei guadagni molto alti, sempre più alti, e chi sta più in basso, lavoratori normali o medi, per i quali le garanzie diminuiscono e anche i guadagni tendono a ridursi quando non c’è addirittura disoccupazione”.

C’è da chiedersi, di fronte a certe cifre e a certi accordi: ma la Rai è servizio pubblico o sta sul mercato? “Quando conviene a qualcuno sta sul mercato – commenta Gianni Dragoni – quando non conviene diventa servizio pubblico”.

Fabio Fazio, una holding da 11 milioni di ricavi ► L’intervista a Gianni Dragoni (Sole 24 Ore)


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