“Dimmi come ti tratta il potere e ti dirò chi sei realmente“.
Un detto che spiega come mai Greta Thunberg, la scandinava del dissenso amico del potere, venga elevata dal “Time” a persona dell’anno. Nel mentre accade infatti che le giubbe gialle che chiedono più diritti sociali e salari più alti in Francia, ma continuano a ottenere manganellate senza pietà.
A differenza di quanto accade con i gilet gialli che vann0 contro l’ordine costituito dal capitalismo, Greta Thunberg è quasi santificata in vita come regina delle lotte giuste.
Potremmo condensare questo diverso trattamento in ciò che diceva Antonio Gramsci, il quale nei suoi quaderni del carcere scriveva che “una teoria può dirsi rivoluzionaria solo se spacca in due il cambio del conflitto, smascherando i dominanti“.
Una teoria è quindi rivoluzionaria soltanto nel caso in cui viene combattuta e avversata in ogni modo dalle classi dominanti: le giubbe gialle hanno messo in atto una teoria realmente rivoluzionaria, mentre il dissenso di Greta Thunberg è il non plus ultra della rivoluzione amica del potere. Non verrebbe altrimenti celebrata dai rotocalchi e dai cultori dell’ordine costituito.
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