Ancelotti ha fatto sapere che non molla. Lo ha fatto sapere in campo, con i quattro gol segnati al Genk e una qualificazione agli ottavi di Champions conquistata con pieno merito: tre vittorie e tre pareggi, nessuna sconfitta, nel girone eliminatorio.
Ha fatto sapere che non molla in campo, ma lo ha fatto sapere anche fuori. Lui non si dimette. <Non l’ho mai fatto e mai lo farò>. Una posizione chiara, comprensibile, perché non ci tiene ad essere l’unico responsabile, a passare per l’unico responsabile, in una situazione in cui tutti hanno sbagliato.
Perchè solo lui, autonomamente, dovrebbe fare un passo indietro? Con la qualificazione alla Champions in tasca, lui che è uno specialista di Champions, si presenterà dunque all’incontro con De Laurentiis, che secondo molti avrebbe già scelto Gattuso. Ma se la sentirà il presidente di tagliare con un allenatore tra i più bravi e più seri d’Europa per voltare pagina? Decisione complicata, forse sofferta.
Mentre Ancelotti aspetta, lui, serenamente. Perchè è vero, come ha detto con classe, che deve essere giudicato per il presente e non per il passato. Ma il suo passato pesa. E la sensazione è che anche in futuro uno come Ancelotti abbia ancora molto da dire.
Alessandro Vocalelli
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