Colpa di Giampaolo? Sì. Colpa di Elliott, che con il Milan vorrebbe guadagnare? Sì. Colpa di Maldini e Boban inventati dirigenti per il nome e per il passato? Sì. Insomma: tutti colpevoli.
Il Milan ha sei punti, due vittorie e quattro sconfitte. Roba da salvezza, non da Champions e non, soprattutto, degna di una squadra che si chiama Milan e che ha dominato il mondo. E che ora si trova a dodici punti dall’Inter.
Non ha convinto il mercato. Giocatori di piccolo e medio calbro. Anche giocatori che non si addicevano al modulo tattico sempre adottato dall’allenatore. Perchè? Non si sa.
Per fortuna è stato preso Leao, anche contro la Fiorentina autore di una buona prova, condita da un bel gol.
Giampaolo era chiamato Messia o maestro, chissà come mai. Sette licenziamenti, due noni posti, due decimi. Un allenatore, non un mago.
Adesso se la prenderanno con lui, subito o tra poco. E si salveranno proprietari e dirigenti. È il calcio, dicono. Il calcio che non mi piace. Gira il nome di Spalletti, ossia del tecnico mandato via dall’Inter. Tanto per dire.
La Fiorentina ha giocato una grande partita, con un Ribery che ha incantato. Ha sbagliato anche un rigore. Contento in particolare Montella, mandato via a suo tempo dal Milan.
Roberto Renga
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