Il Milan non c’è più. Viene scherzato dalla Fiorentina di un grande Chiesa e di un grandissimo Ribery. 1 a 3 è roba piccola rispetto al gioco visto e alla qualità degli attori.
Non è soltanto un problema tecnico, di panchina, ma di testa, di club, di staff dirigenziale. Il Milan non ha più una identità, ha smarrito le sue credenziali, si è messo nelle mani di vecchie glorie, Boban e Maldini, pensando così di risolvere i problemi del futuro affidandosi alle figurine del passato. Ha ingaggiato per milioni sei all’anno Gazidis dell’Arsenal ha nominato Scaroni presidente ma manca la sostanza, manca il vero capo, il punto di riferimento.
E la squadra sbanda, va alla deriva, si fa toreare dalla Fiorentina, finisce in dieci, salva la faccia perché Chiesa sbaglia un rigore ma quattro sconfitte in sei giornate sono troppe e non hanno alibi. Soltanto Italo Galbiati riuscì nell’impresa di perdere quattro su sei nel 1982 e il Milan finì in B. Evitiamo il funerale ma la notte sarà lunghissima.
Tony Damascelli
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