“Così manchiamo di rispetto ai telespettatori“, si dice spesso nel bel mezzo di una lite (poco) televisiva: la TV però è anche questo, ne sono coscienti gli spettatori – che in tali occasioni non si sentono affatto mancati di rispetto, anzi – come devono esserne coscienti tutti: inutile cercare di censurare o di raccontare un modo di fare televisione che non c’è più.
Di fronte a tali scenate le scelte del telespettatore non sono molte, ci si può sintonizzare su un altro canale o si può curiosare per vedere se ci scappa una “bella” rissa verbale. Esaminiamo la seconda ipotesi, quella che nel 99,9% dei casi si verifica.
Essere accostati alla TV trash non è certo un bello spot per un giornalista, ma quando hai di fronte un caratterino pacato alla Mario Balotelli è difficile restare su temi come l’amor cortese o sui dolori del giovane Werther.
Più che altro in questo secondo capitolo delle migliori liti del piccolo schermo, i dolori li ha provati tutti Giancarlo Marocchi.
in realtà l’opinionista di Sky, ex calciatore che in bacheca ha messo uno scudetto e una Coppa dei Campioni non aveva fatto esternazioni amorose per Fanny Neguesha, che allora si frequentava con Balo, ma aveva semplicemente chiesto perché in campo si fosse mosso così poco nell’incontro appena culminato in una sconfitta contro la Roma.
In quel 25 aprile 2014 propizio per la Roma (2-0, reti di Pjanic e Gervinho) fu altrettanto memorabile la “liberazione” di Balotelli, tutta a discapito di Marocchi.
“Per me non capisce di calcio“, sentenzia davanti allo studio impietrito.
Nemmeno Boban riesce a placare la furia silente e cinica dell’ex attaccante milanista, che lo interruppe in stile scuola media.
– “Non mi, interessa, non mi interessa!” gli dice Balotelli isterico.
– “Pensi di essere un fuoriclasse?” (replica Boban, coraggioso).
– “Sono un giocatore normalissimo, se non sono un top player non è per le ragioni che dite voi“.
Chissà se con Boban in versione dirigente Balo avrebbe la stessa parlantina: questo non lo saprà mai nessuno, ma per fortuna nel 2014 il croato era “solo” un opinionista, o i nostalgici non avrebbero in eredità questa chicca delle liti in zona mista: non l’unica ragione per cui quel 25 aprile 2014 è una data memorabile.
Nella furia – bisogna dirlo – Balotelli ha anche ostentato umiltà: “Forse ho sbagliato qualcosa“. Ipse dixit.
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