La Lazio fa fuori il Milan e Gattuso

La Lazio ha fatto fuori le milanesi dalla Coppa Italia. Probabilmente ha fatto fuori Rino Gattuso dal Milan. Serata maligna per il calabrese, squadra spenta nella ripresa consegnata ai laziali, centrocampo svuotato dai due minatori Kessie e Bakayoko, nullo Pjatek che quando non va in gol è ingiudicabile e indisponente, il solito fumoso Suso, il resto è polvere con Reina che in occasione del gol è uscito con la paura di perdere la faccia e facendosi passare il pallone tra le gambe.

Il Milan va in castigo, lo farà sicuramente per decisione dell’Uefa che, con ogni probabilità, gli negherà qualunque operazione di mercato in entrata ma finisce dietro la lavagna per le scelte di Gattuso che continua a lasciare in panchina Cutrone, l’unico reattivo tra gli attaccanti e non sa come gestire Paquetà una sorta di veleno interno iniettato da Leonardo che potrebbe far pagare questo contrasto.

La Lazio ha meritato oltre il risultato ristretto, avrebbe potuto punire più severamente i rossoneri e debbo pensare che l’uscita forzata di Milinkovic Savic abbia dato alla squadra di Inzaghi maggiore dinamismo e velocità nella fase di impostazione. Se Immobile non si fosse esaurito nelle corse, di sicuro il Milan sarebbe stato travolto e umiliato ma la sconfitta significa comunque una lezione severissima, quasi una condanna per l’allenatore. Ora tocca a Maldini e Leonardo prendere la decisione anche se la partita prossima di campionato contro il Torino potrebbe rappresentare l’ultimo tram per Gattuso, una eventuale nuova sconfitta significherebbe il suo licenziamento a meno che lo stesso allenatore non pensi di rassegnare le dimissioni.

Tony Damascelli

1 COMMENTO

  1. Vi lamentate in continuazione della lazio, squadra condotta da un allenatore che doveva andare ad allenare la Salernitana, da un presidente che ha detta dei suoi tifosi e giornalisti e non, investe poco o il minimo indispensabile sulla squadra e spendendo quattro soldi riesce ogni anno a lottare fino all’ultimo per entrare in champions, anzi, c’è chi sostiene che volutamente non ci vada per non far lievitare gli ingaggi e dover fare una squadra attrezzata per quella competizione.
    A questo segue qualche finale in altre competizioni minori con qualcuna addirittura vinta, anche a danno di noi tifosi della Roma.
    Proprio noi tifosi della Roma che siamo entrati in Champions grazie ad anno a Yanga Mbiwa, un altro anni la Crotone e in qualche altro anno grazie al suicidio di qualche altra squadra che tentava di entrare in Champions. Però nei confronti della Roma non sento tutta questa passione a raccontare cje abbiamo un presidente che è venuto a Roma promettendo di farci vincere, di fare una grande squadra. Finora abbiamo visto solo vincere gli altri, abbiamo avuto solo delusioni tranne quel miracolo avuto in Champions dove nessuno dice che dobbiamo ringraziare l’Atletico Madrid per essersi suicidato per ben due volte con il Qarabag. Abbiamo visto la nostra rivale lazio alzare la Coppa Italia davanti a noi, vediamo squadre come l’Atalanta andare a fare finali di Coppa Italia mentre noi prendiamo ancora sette gol, ma questa volta non dalla Fiorentina.
    Lotito ha avuto la forza, sbagliando o no, di non accettare bei soldoni per M.Savic, a Roma invece se si vuole un giocatore basta fare l’offerta giusta e questo parte.
    Abbiamo un presidente che dichiara ” se non si fa lo stadio torno a Boston” e nessuno dice nulla.
    I tifosi sono riusciti anche a contestare Dino Viola e Franco Sensi, gli unici che ci fecero vedere lo scudetto a Roma, i veri presidenti che ci hanno rimesso soldi di tasca loro, che portavano avanti una società senza diritti televisivi ma solo grazie all’amore dei tifosi che i riempivano lo stadio e dunque il botteghino. Ora invece nessuna contestazione, l’unica fu quando il presidente li apostrofò con ” fucks idiots” ed ogni tanto qualche striscione che spunta in città.
    Da tifoso Romanista , reduce del famoso Juventus Roma di Turone, spero che ogni giorno si trovi sullo stadio un vincolo per non poterlo fare, no stadio, no pallotta.
    Un saluto.