Claudio Ranieri, alla ripresa degli allenamenti, non dovrebbe far rivedere l’orrenda partita della Roma o qualche decisione arbitrale ai suoi giocatori. Dovrebbe fargli vedere le facce, giustamente sconsolate, amareggiate, di quei tifosi che sono andati fino a lì, a Ferrara, convinti che la storia potesse cambiare.
Ecco, quei tifosi – al pari dei tifosi che sconcertati hanno seguito la partita in tv – dovrebbero essere di lezione ai giocatori giallorossi, che ancora una volta sono spariti dalla scena, concedendo alla Spal di conquistare sei punti su sei nei confronti della Roma e di tornare a vincere in casa dopo sei mesi. E’ evidente, insomma, che il problema non era Di Francesco o solo Di Francesco, perché puoi mettere in panchina quel galantuomo di Ranieri ma il risultato non cambia.
Non cambia se ti consegni alla corsa, e soprattutto alla voglia, degli avversari, con una squadra complessivamente sbagliata (no, non quella di Ferrara, ma quella progettata in estate). Solo Zaniolo, l’ultimo arrivato, è sembrato crederci fino alla fine, accompagnato dagli sguardi in tribuna di Totti e Baldissoni. Non di Pallotta, che naturalmente non c’era neppure stavolta. E forse anche a lui dovrebbero mandare quelle immagini. No, non quelle dei gol. Ma quelle delle facce dei tifosi romanisti, il vero patrimonio di questa società. Incredibile che ci si ricordi di loro soltanto all’occorrenza.
Alessandro Vocalelli
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