In un suo recente intervento la vestale della sinistra fucsia liberal progressista Elly Schlein ha tuonato con veemenza contro la destra bluette neoliberale. L’ha accusata di intervenire a gamba tesa, questa l’espressione impiegata da Elly Schlein, nel mercato sconvolgendone i ritmi. Così ha detto senza perifrasi Elly Schlein: “decida il mercato”. Sì, avete inteso rettamente: “decida il mercato”. Ci siano allora consentite due pur telegrafiche considerazioni sulla questione.
Anzitutto non risulta affatto che la destra intervenga nel mercato riaffermando il primato della politica e dello Stato. Al contrario, la destra di Giorgia Meloni è ultra liberista e sempre dalla parte delle scelte sovrane dei mercati e delle loro classi di riferimento.
Seconda considerazione: nell’imperativo “decida il mercato” è cristallizzato perfettamente il programma della new left padronale, guardia arcobaleno della globalizzazione turbo-capitalistica e del suo competitivismo no border. Se a decidere debbono essere i mercati, ciò significa che la decisione non spetta ai parlamenti, allo Stato e, in ultima istanza, alla sovranità nazionale. Ne discende allora quella che con Angela Merkel qualificheremo come marktkonforme Demokratie, ovvero democrazia conforme al mercato e non, badate bene, mercato conforme alla democrazia.
Ultima considerazione: ormai destra e sinistra, in quanto articolazioni fintamente oppositive del partito unico del capitale, fanno a gara a chi è più servizievole e docile rispetto all’ordine mercatista. Con ciò è confermata la nostra tesi, in accordo con la quale destra e sinistra sono oggi due maggiordomi del capitale, diversi soltanto per il colore della livrea indossata. In effetti Elly Schlein e Giorgia Meloni sembrano incarnare perfettamente questa politica dell’alternanza senza alternativa, nella quale si cristallizza la dominazione capitalistica fintamente pluralistica e che in realtà risolve già da sempre i plurali nell’ordine unico del mercato.
D’altro canto, l’opposizione tra una destra e una sinistra ugualmente genuflesse al libero mercato rispecchia perfettamente quell’assenza di democrazia che caratterizza il fintamente democratico ordine liberale capitalistico. E mi permetto di osservare: due è il numero minimo per fingere una democrazia. È questo il senso dell’insensato ordine neoliberale contemporaneo, che è sì pluralistico nella forma ma che nella sostanza è esattamente il contrario, dato che i plurali rispecchiano tutti allo stesso modo il partito unico, fintamente articolato, dell’ordine liberal-capitalistico.
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