Cultura

Irene Tinagli, autrice de La grande ignoranza: “Classe politica sempre meno preparata, sotto vari punti di vista”

Mariagloria Fontana e Francesco Vergovich incontrano, ad Affari di Libri, il pensiero e l’analisi politica di Irene Tinagli, contenuti all’interno del suo, ultimo libro edito da Rizzoli.

Ospite di spessore e di levatura politica alla rubrica letteraria “Affari di Libri“, condotta da Mariagloria Fontana con Francesco Vergovich. Parla del suo libro, alla terza ristampa, “La grande ignoranza. Dall’uomo qualunque al ministro qualunque, l’ascesa dell’incompetenza e il declino dell’Italia“, Irene Tinagli, economista, accademica e politica italiana.

Il titolo di questo libro riprende un po’ la situazione cinematografica diciamo, e fa riferimento a questo declino della competenza e del sapere, vissuto quasi con compiacimento e con un linguaggio un po’ sgangherato” ha esordito l’autrice, sottolineando anche che, all’interno del saggio, c’è un’analisi “dei dati di tutti i nostri parlamenti e dei governi, che fa vedere come, piano piano, è andata erodendosi la classe politica su tutti gli indicatori.

Nella prima Repubblica, per esempio” ha spiegato la Tinagli “si nota un altissimo tasso di parlamentari e membri del governo laureati, nella seconda si perde l’esperienza politica perché, all’insegna del rinnovamento, si predilige l’esperienza professionale, nella terza Repubblica abbiamo perso anche quella perché, di fatto abbiamo molti politici che non hanno né esperienza politica né professionale. E’ un erosione lenta che ci ha consegnato una classe politica sempre meno preparata, sotto vari punti di vista, non solo culturale ma anche professionale“.

Sullo scollamento tra politica e società, evidenziato e analizzato da Irene Tinagli all’interno de “La grande ignoranza”, l’autrice ha ricordato che questo processo è avvenuto “in maniera graduale e, forse, l’affermazione di una classe politica che usasse un linguaggio più popolare o che sembrasse meno elitaria è stata una risposta a questo distacco. Tuttavia, il problema è che se ti mancano le competenze alle spalle poi, alla lunga, non sei in grado di dare risposte ai problemi dei cittadini. Non parlo solo di questo governo, ma di altri: sono cambiate molte cose nella politica, molte facce, ma non i criteri di selezione.

Le dinamiche di selezione, di auto candidatura sono un po’ le stesse in tutti i partiti e mi ha un po’ sorpreso proprio il fatto che i partiti più nuovi non siano diversi da quello che si riscontra negli altri partiti. Nel nel mio libro, tuttavia, sono molto imparziale da questo punto di vista, perché bisogna avere anche il coraggio delle proprie idee” ha aggiunto poi Irene Tinagli, chiudendo così il discorso.

Redazione

La redazione di Radio Radio informa quotidianamente i visitatori del portale con le notizie più importanti della giornata in collaborazione con Adn Kronos, una delle più importanti e autorevoli agenzie di stampa del mondo.

Recent Posts

  • Featured

Si incrina il rapporto D’Amico – Gasperini? ▷ Camelio: “Ecco nomi e cognomi su cui non c’è intesa”

Il calciomercato della Roma entra in una fase delicata, sospesa tra le priorità tattiche di…

11 ore ago
  • Attualità

Carlson riapre il vaso di Pandora sull’11 Settembre ▷ Vivaldelli: “C’è qualcuno che oscura”

Negli Stati Uniti torna a riaccendersi il dibattito su uno dei temi più delicati della…

13 ore ago
  • Featured

Non solo “escursionisti”: l’altro sfondone RAI di cui nessuno parla | Claudia Carpinella

Un servizio del Tg2 dedicato agli scontri in Cisgiordania ha riacceso il dibattito sul linguaggio…

13 ore ago
  • Featured

Duranti smonta le bufale sul cloud seeding: “Ci metto il carico da 90, ma non fatevi ridicolizzare”

Il tema della modificazione artificiale del clima — cloud seeding, inseminazione delle nuvole, tecniche di…

13 ore ago
  • Featured

Dybala e Cristante faccia a faccia: scatta il battibecco durante Cardiff – Roma

Non è bastata la pesante sconfitta per 4-1 contro il Cardiff City a far calare…

16 ore ago
  • Featured

Il monopolio che l’Italia ha tenuto per 50 anni: ecco la sentenza che liberò radio e tv | Con l’Avv. Barneschi

Il 28 luglio 1976, esattamente cinquant'anni fa, la Corte Costituzionale mise fine — almeno in…

17 ore ago