Primo tempo della Lazio da prendere e buttare. Con i titolari, ma sembra la stessa squadra di Nicosia. Secondo tempo non memorabile, ma almeno decente sul piano della volontà e su quello tattico. Il pari non serve a granchè, dando il via libera al Milan, ma è meglio del nulla che si poteva immaginare.
Che cosa succede dunque di così rivoluzionario tra un tempo e l’altro? 1) La paura di perdere e di sentire Lotito; 2) Inzaghi modifica l’assetto tattico, gettando in un cestino la difesa a tre e passando a quattro, con un attaccante in più. In sostanza: quattro, tre, uno, due.
Arriva un giusto pari, arriva il palo di Immobile, arriva soprattutto la Lazio con i suoi pregi e i suoi noti difetti difensivi. Per muovere le stagnanti acque laziali, fossi in Inzaghi ripartirei dal secondo tempo. Non si sa mai.
Zelensky, attore nato con la N maiuscola e prodotto in vitro di Washington se non…
Il calcio italiano piange la scomparsa di Franco Baresi, morto nella notte all’età di 66…
Ieri sera, mentre le notizie dalle spiagge di Ceuta continuavano ad arrivare a raffica, su…
Volevo lasciare un pensiero oggi senza commentare i giornali, ma volevo dedicare questo pensiero agli…
Anthony Fauci ha scelto il silenzio. Mercoledì 29 luglio, davanti alla Senate Homeland Security and…
Un episodio di cronaca nera consumatosi a Roma lo scorso 18 luglio si fa protagonista…