Primo tempo della Lazio da prendere e buttare. Con i titolari, ma sembra la stessa squadra di Nicosia. Secondo tempo non memorabile, ma almeno decente sul piano della volontà e su quello tattico. Il pari non serve a granchè, dando il via libera al Milan, ma è meglio del nulla che si poteva immaginare.
Che cosa succede dunque di così rivoluzionario tra un tempo e l’altro? 1) La paura di perdere e di sentire Lotito; 2) Inzaghi modifica l’assetto tattico, gettando in un cestino la difesa a tre e passando a quattro, con un attaccante in più. In sostanza: quattro, tre, uno, due.
Arriva un giusto pari, arriva il palo di Immobile, arriva soprattutto la Lazio con i suoi pregi e i suoi noti difetti difensivi. Per muovere le stagnanti acque laziali, fossi in Inzaghi ripartirei dal secondo tempo. Non si sa mai.
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