Con lo spread che ormai è ai livelli di guardia, con i rendimenti dei buoni del tesoro pluriennale ai massimi…
In merito all'inflazione ci sono due notizie, una buona e una meno buona. La buona notizia sembrerebbe essere l'anticipazione dell'inflazione…
Torniamo oggi a parlare di Bruxelles e delle sue regole. Dal 2024, a causa delle decisioni prese da Bruxelles, le…
Parliamo oggi del debito pubblico italiano. Non ci sono delle novità riguardo alla valutazione di affidabilità del nostro debito da…
Oggi facciamo una digressione rispetto ai soliti temi della finanza per parlare un attimo del cosiddetto libero mercato e darvi…
Il coro dei membri del Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea favorevoli a una pausa si fa sempre più forte…
Il governatore uscente della Banca d'Italia, Ignazio Visco, è stato criticato dal Financial Times per la gestione del debito pubblico…
Gli indicatori congiunturali più recenti suggeriscono che l'economia italiana nei prossimi mesi probabilmente rimarrà debole. Lo ha dichiarato il presidente…
Il governo ha dovuto fare i conti con la rabbia dei contribuenti, la derisione dell'Europa, le casse vuote a causa…
Il mercato obbligazionario sta vivendo un periodo di ribasso record che dura da oltre 800 giorni, superando così la crisi…
In Italia, un po' come a Bruxelles, sappiamo tutti che c'è un partito di tipo trasversale che sostiene Forza Spread,…
Oggi parliamo brevemente della vicenda del POS. Se nell'ultimo trimestre il governo Meloni ha voluto imporre le proprie esigenze alla…
Sembra che ci siano delle notizie negative per le famiglie italiane. Secondo quanto leggiamo dal primo dicembre la bolletta del…
A Berlino si è tenuto il quinto forum tra le associazioni industriali delle tre grandi potenze manifatturiere d'Europa. La manifattura…
Oggi torniamo a parlare di un tema che molti anni fa era di dominio pubblico di tutti i giorni, le…
Negli ultimi giorni è stata ripetuta sui media, in modo abbastanza ossessivo, una frase pronunciata dal ministro Giancarlo Giorgetti riguardo…
In merito ad alcune puntate che io ho fatto recentemente sul tema ESG, cioè Environment, Social and Governance, un complesso…
Oggi parliamo dello spread. Un po’ come successe nel 2011, non è ormai più un mistero il fatto che in Italia e anche a Bruxelles ci sia un partito trasversale che tifa forza spread. Avvenne nel 2011 con esiti che ancora ricordiamo, avvenne nel 2018, lo ricorderete, con il primo governo giallo-verde, cioè Lega e 5 Stelle. Seppure con notevoli differenze rispetto a quei due episodi, quello che portò poi al Governo Monti e quello che poi fece cadere il primo governo gialloverde. Ci risiamo, cioè ancora questa volontà italiana di farci del male. Per esempio su Repubblica alcuni giorni fa ha perso un titolo che offriva un'immagine esemplificativa della bagarre che attende il governo nelle prossime settimane e il recente contesto di aumento generalizzato dei tassi di interesse è provocato da aggressive dichiarazioni sul livello del futuro dei tassi provenienti da esponenti della Federal Reserve americana e della Banca Centrale Europea dove il BTP, cioè i buoni del tesoro pluriennali, ha mostrato maggiore sensibilità al rialzo rispetto al Bund, che è l'omonimo decennale tedesco. Ma se noi guardiamo indietro di un anno, il BTP decennale offriva lo stesso rendimento di oggi, mentre il Bund tedesco è saluto dal 2,20 al 2,85%. Per questo motivo lo spread è sceso di 60 punti da circa 255 a circa 195 in questi giorni. Ovviamente bisogna anche ricordare che il 4,7% di un anno fa si registrò con una inflazione record che era quasi al 12% su base annua e con la Banca Centrale Europea che era impegnata a rialzare i tassi a colpi di 75 punti base alla volta. Oggi la situazione è un po' diversa perché siamo con un'inflazione al 54% ad agosto naturalmente, sto dicendo gli ultimi dati noti, e probabilmente potrebbe esserci un calo ad ottobre e quindi quel rendimento potrebbe diventare un richiamo interessante. Insomma l'impressione che in questi giorni gli investitori abbiano sovrastimato le recenti parole di Christine Lagarde che ancora usa un linguaggio aggressivo e non si convinca che non può più seguire la politica monetaria della Fed, cioè della banca centrale americana, perché ci sono grandi differenze storiche e prospettiche sulla ragione dell'inflazione. La nota che vi voglio dare è che continuiamo sempre a parlare di finanza. Abbiamo dei governi che ormai da vent'anni in Italia non capiscono che bisogna cambiare completamente il piano economico. Dobbiamo tornare a parlare di famiglie e soprattutto imprese, perché sono le imprese che creano i posti di lavoro e creano i prodotti e i servizi. Continuare a parlare di finanza per la finanza non ci farà uscire dalla situazione. Malvezzi Quotidiani - L'economia umanistica spiegata bene con Valerio Malvezzi
Secondo quanto si apprende dai giornali come il Corriere della Sera o Il Sole 24 Ore, il Governo ha presentato…
Torniamo a parlare della tematica cosiddetta "ESG". Che sia in atto un piano di occupazione dello spazio economico attraverso un…