La Commissione Affari Costituzionali del Parlamento Europeo ha approvato una proposta di riforma dei trattati europei che solleva ben più di una preoccupazione riguardo alla legittimità popolare e al ruolo democratico dell’Europa.
La proposta prevede la fine dell’unanimità nel Consiglio Europeo in 65 materie; l’espansione delle competenze dell’Unione e della Commissione europea; l’istituzione di una difesa europea e l’obbligo per tutti gli Stati membri di adottare l’euro come moneta.
E già qui potremmo fermarci, chiudere pagina e sperare che non succeda tutto questo.
Questo rappresenterebbe una trasformazione significativa dell’Unione Europea, avvicinandola ad una federazione.
Tuttavia questo processo solleva per gli addetti ai lavori, gli opinionisti, notevoli dubbi sulla rappresentatività democratica e soprattutto sulla sovranità nazionale. Perché? L’unanimità verrebbe eliminata e le decisioni potrebbero essere prese da una maggioranza.
La proposta ha il sostegno della maggioranza parlamentare a Bruxelles, ma è criticata da alcuni gruppi che vedono minacciata la sovranità nazionale. La discussione continuerà, ma c’è una votazione prevista, probabilmente rapida, prima della fine di questa legislatura. L’eliminazione dell’unanimità nel Consiglio europeo e l’espansione delle competenze dell’Unione e della Commissione europea potrebbero influenzare profondamente il futuro dell’Unione Europea, suscitando dibattiti sul bilancio tra poteri nazionali e sovranità.
Io sono molto preoccupato da questo.
Sono preoccupato perché mi rendo conto che ormai il Parlamento italiano non conta più nulla.
Ma conterà ancora meno in futuro se questa proposta, come temo, andrà avanti. Perché?
Leggere che si prevede l’istituzione di una difesa europea e l’obbligo per tutti gli Stati membri di adottare l’euro come moneta, togliendo la fine dell’unanimità nel Consiglio europeo in 65 materie, andando a maggioranza, non mi fa paura, ma mi fa ben più che paura.
Perché lo considero un’evoluzione ulteriore di questo tipo di Europa.
Mi dicono: “Lei è antieuropeo”. No.
Io sono contro questo tipo di organizzazione europea che ci vuole fare diventare una sorta di Stati Uniti d’Europa, una federazione.
E io non sono d’accordo perché io credo che invece la democrazia sia una cosa molto diversa da quella che si sta prospettando.
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