“Qui fuori c’è stata una marcetta di quaranta persone, contavo su un numero di accompagnatori maggiori. Telefigurante, telericiclo, telericiclaggio, telebaiardo, telecolombia. E poi teleminaccia, telespia, con la signora con il babbo incontinente che trova Renzi all’autogrill. Questo è giornalismo?“.
Così Maurizio Gasparri in Commissione Vigilanza, in replica a Sigfrido Ranucci. Dopo le polemiche sorte in seguito alle ultime puntate, il conduttore di Report è stato chiamato a rispondere in sede istituzionale, dove il senatore forzista ha scagliato domande-accuse anche al direttore di approfondimento Paolo Corsini.
“Su Telebaiardo“, risponde Ranucci, “anche grazie al lavoro giornalistico di Report è stato possibile confermare l’arresto di Baiardo, lo dice un documento del Tribunale“.
Poi il succo della questione (e delle polemiche): “Per me che il cognato di La Russa gestisca, dietro una fiduciaria, un call center con denaro pubblico è una notizia. E’ una notizia il fatto che non abbia pagato Iva e contributi dei dipendenti. E’ una notizia il fatto che un socio del Presidente del Senato si sia rivolto alla Ndrangheta per recuperare denaro pubblico“.
I toni sono pacati, ma l’escalation di tensione è solo rimandata: già nella sua lunga domanda il senatore aveva tirato fuori un cognac e una carota “per chi ha paura della Commissione Vigilanza: noi non mangiamo nessuno“.
“Poi c’è teleminaccia“, continua Gasparri, invocando le tensioni di Ranucci con Ruggieri del Riformista: “Andò perfino al Copasir nella scorsa legislatura“.
“Vedo che continua a fornirsi da spacciatori di dossier falsi“, tuona secco Ranucci.
Ecco il video dello scontro in aula.
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