La Banca Centrale Europea, avverte che un’escalation dei conflitti nel Medio Oriente potrebbe far scaturire un aumento significativo del cosiddetta avversione al rischio nei mercati finanziari, facendo emergere delle ulteriori vulnerabilità del sistema. Oltre quindi agli impatti negativi sull’approvvigionamento delle materie prime energetiche questa escalation eventuale potrebbe minare la fiducia generale, rallentando quindi la crescita economica e contribuendo all’innalzamento dei tassi di inflazione. L’ineffabile Banca Centrale Europea evidenzia la fragilità delle prospettive di stabilità finanziaria nell’eurozona, indicando che i mercati finanziari sono ancora esposti a sviluppi avversi sia a livello geopolitico che a livello macro e finanziario.
L’Istituto della Banca Centrale Europea avverte che la stretta monetaria negli ultimi mesi potrebbe presto colpire le famiglie, le imprese e gli Stati, come se noi non ce ne fossimo accorti, mettendo alla prova la loro resilienza, espressione che ormai da alcuni anni è entrata nel linguaggio comune. Di fronte all’aumento dei costi di finanziamento, tradotto, costa di più il denaro, e al peggioramento della qualità e dei volumi del credito, tradotto, vengono dati meno prestiti perché le imprese non sono in grado di ripagarli, con un impatto negativo sulla reddittività delle banche.
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