A giugno 2026 si è registrata una frenata dell’industria italiana con un calo rispetto a maggio dell’1% e un calo del -0,6% su base annua. È una grave battuta d’arresto che smentisce le previsioni degli analisti e riduce i benefici accumulati all’inizio dell’anno. Analizzando i dati congiunturali mensili, i beni strumentali registrano un -2%, i beni intermedi circa un -1%, i beni di consumo circa un -0,7%. L’unico comparto in controtendenza a livello mensile sembra essere l’energia che segna un incremento del +0,8%. Sul fronte tendenziale, cioè giugno 2026 rispetto a giugno 2025, il crollo più grave spetta ai beni di consumo che sprofondano a un pesante -3,2%.
La contrazione colpisce la struttura produttiva italiana nei suoi ingranaggi vitali perché i beni di consumo, i beni intermedi e i beni incrementali e strumentali rappresentano, se crollano tutti, una prova tangibile di una criticità profonda e ormai strutturale. Questo è il progressivo prosciugamento della domanda interna, quello che l’Unione Europea sta distruggendo la domanda interna dei paesi. C’è questa idea che si deve esportare, esportare, esportare, ma se tu non sostieni la domanda interna di un paese poi crollano le imprese e crollano le famiglie. Occorre sottolineare inoltre che l’affidamento esclusivo sull’export non basta perché senza salari reali adeguati i consumi delle famiglie restano depressi. Questo è un concetto che gli economisti sanno da lungo tempo. Il vero problema strutturale dell’Italia quindi non è la capacità di produrre ma la carenza di domanda per poter sostenere l’acquisto. Ecco perché gli imprenditori che sono in consulenza strategica con me si occupano solo di quello.
Mi trovano dal sito www.valeriomalvezzi.it e noi parliamo solo della loro impresa e di come sostenere la domanda per le loro aziende. E non solo quelle industriali ma anche quelle commerciali, di servizi, del turismo. Tutte le aziende stanno in questo momento soffrendo. Quelle che fanno pianificazione strategica risolvono i propri problemi. Le altre che aspettano la politica finiranno molto male perché senza una forte capacità di spesa interna la fabbrica Italia in tutti i suoi settori non ha delle basi solide e nessun imprenditore continuerà a produrre della merce destinata a rimanere nei magazzini.
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