La Francia sta affrontando un gravissimo allarme finanziario a causa di un debito pubblico che ha raggiunto il 119% del PIL, accompagnato da un deficit al 5,5%. Il primo, praticamente, è un valore di stock, il secondo è un valore di flusso riferito all’anno. I rendimenti dei titoli decennali francesi sono volati sopra il 4,8%, registrando i livelli più alti dal 2008, superando perfino i tassi italiani. L’Agenzia del Debito prevede di dover emettere altri 340 miliardi di euro il prossimo anno, destinando una fetta mastodontica delle tasse al pagamento degli interessi.
Ecco, mi fermo qui. Io, in infiniti convegni, televisioni, radio, ho sempre raccontato, anche su questa radio, che la follia della situazione nella quale siamo, di questo sistema capitalistico occidentale, è che il debito pubblico non è fatto per essere ripagato, perché nessun paese occidentale dalla Seconda Guerra Mondiale in poi ha mai ripagato il debito pubblico. Il debito pubblico è fatto per pagare interessi speculativi a un sistema di banche private, punto.
Io dico queste cose da anni e ovviamente ricevo insulti di ogni genere e tipo, ma questi dati giornalistici che vi leggo confermano la mia teoria. E poi questa insostenibile situazione è affrontata con una grave instabilità politica, con un governo di minoranza paralizzato, incapace di varare quello che gli europeisti vorrebbero, cioè le cosiddette riforme. Si traducono in tagli di spesa, cioè fregature: meno servizi alla gente e più tasse alle imprese, che è esattamente la cura che è stata imposta all’Italia.
Vediamo se riusciranno a imporlo anche ai francesi, se ci sono figli e figliastri all’interno dell’eurozona, perché il punto è che i mercati internazionali considerano ormai Parigi in costante peggioramento. E di fronte a questa crisi la Banca Centrale Europea si trova con le mani legate a causa di un’inflazione ancora presente e di vincoli normativi sui trattati, perché un intervento a sostegno di Parigi rischierebbe di compromettere la sostenibilità monetaria e poi di scontrarsi con l’opposizione di Berlino. Staremo a vedere.
Nel mentre io vi parlo da un albergo dove sto per ricevere, nella mia città, l’ennesima azienda in consulenza. E quello che vi posso dire è che il mondo delle imprese, anche chi lavora col mercato francese, è ormai abituato a queste notizie. Non so se ci fate caso, ormai non c’è più una notizia positiva sull’economia da anni.
E poi la seconda considerazione è: non c’è più una notizia sull’economia, in realtà sono notizie sulla finanza. Quindi gli imprenditori che vengono da me in realtà risolvono da soli i propri problemi.
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