C’è una domanda che attraversa, come un filo rosso, il dibattito sul ruolo del Presidente della Repubblica negli ultimi decenni: il Quirinale è ancora soltanto l’organo di garanzia previsto dalla Costituzione, oppure è diventato qualcosa di più? Un centro di indirizzo politico, un presidio del cosiddetto “vincolo esterno”, una figura chiamata non solo a custodire la Carta, ma anche a orientare le scelte decisive del Paese? È questa la questione al centro della discussione tra Balzano e Bianchi dedicata al ruolo del Capo dello Stato e, in particolare, alla figura di Sergio Mattarella. Il punto di partenza è volutamente provocatorio: qual è il “segreto” del Presidente della Repubblica, spesso rappresentato come una sorta di santo laico, garante intoccabile dei valori nazionali e della Costituzione?
Il problema non riguarda soltanto l’attuale Presidente, ma l’evoluzione stessa della carica. Da tempo, viene sostenuto, il Capo dello Stato avrebbe progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione, esercitando nella pratica poteri non espressamente previsti dalla Costituzione. Non solo nel metodo, dunque, ma anche nel merito: intervenendo su scelte politiche, economiche e internazionali che, in un sistema parlamentare, dovrebbero competere al Governo e alla maggioranza che lo sostiene.
Giorgio Bianchi e Savino Balzano affrontano il tema nella diretta di Un Giorno Speciale
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