Oggi torno a parlare di piccole e medie imprese, ma non parlo di piccole e medie imprese italiane, bensì di quelle tedesche. Il rischio infatti è che l’industria tedesca, e cioè quella che veniva un tempo definita come la locomotiva dell’Europa, comprometta il modello di benessere diffuso tipico della Germania. Infatti la vulnerabilità maggiore si registra nelle aree rurali e nelle province. È proprio lontano dalle grandi città tedesche che opera quell’universo di piccole e medie imprese manifatturiere con una manodopera altamente qualificata, ed è questo tessuto tedesco che sostiene l’economia, diciamo, l’occupazione locale.
Parto dalla Germania per arrivare all’Italia perché ovviamente le due situazioni sono molto simili. I dati del 2026 mostrano per la Germania una forte contrazione degli ordinativi industriali e un aumento delle insolvenze aziendali nei piccoli centri periferici della Germania.
Questo processo viene definito dagli osservatori una lenta deindustrializzazione molecolare, cioè qualcosa che si verifica a pioggia nelle piccole aree della Germania, che però messe insieme costituiscono un grande patrimonio di economia. A differenza dei grandi gruppi industriali, infatti, le aziende di provincia hanno margini ridotti per assorbire i costi energetici elevati e soprattutto la pressione normativa di quel folle apparato burocratico e finanziario che si chiama Unione Europea.
Il risultato è che la Germania si sta trasformando in un paese a due velocità: diviso tra metropoli innovative e periferie che stanno andando in difficoltà. La crisi di queste basi industriali rischia di provocare un grave arretramento sociale, lo spopolamento e le tensioni sociali nelle aree periferiche.
Quello che sta succedendo in Germania potrebbe succedere presto in Italia. Cioè, io credo, avendo molti clienti imprenditori di zone metropolitane, ma anche tantissimi di zone periferiche di tutta l’Italia — periferiche vuol dire delle province italiane, io vi parlo da una provincia del nord Italia, ma ho clienti di province del centro, del sud, dovunque. Ebbene, quello che noto è lo stesso effetto della Germania, cioè una, diciamo, difficoltà di tenere soprattutto la rete manifatturiera.
Ecco perché i miei clienti che mi trovano dal sito valeriomalvezzi.it cercano da me un aiuto per costruire un proprio piano strategico per sopravvivere ai momenti di difficoltà, ma soprattutto per prosperare, perché è possibile farlo andando in controtendenza e facendo un piano che sia capace di dare la visione e la missione di un’azienda anche in zona periferica, anche in assenza di una pianificazione strategica dell’area politica che ormai ha dimenticato, in Germania come in Italia, il destino delle piccole e medie imprese di periferia.
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