Brutta serata per il Napoli di Antonio Conte, che cade a Udine e si ferma proprio nel momento in cui avrebbe potuto piazzare lo scatto buono in classifica. Alla Dacia Arena finisce 1-0 per l’Udinese, un ko che pesa come un macigno: gli azzurri non sfruttano il pari del Milan contro il Sassuolo, mancano l’occasione di volare in testa da soli e, di fatto, spianano la strada all’Inter.
La partita è figlia di un equilibrio esasperato. Nel primo tempo regna la prudenza: ritmo basso, poche verticalizzazioni e difese sempre attente. Parte meglio l’Udinese, più aggressiva e compatta, ma il Napoli cresce col passare dei minuti. L’occasione più nitida capita sui piedi di Lang, fermato da un intervento provvidenziale di Bertola, poi è Okoye a salire in cattedra con un grande intervento su Hojlund. I friulani, però, non stanno a guardare: alla mezz’ora Ekkelenkamp prova a sorprendere Milinkovic-Savic, che risponde con sicurezza.
Nella ripresa il copione non cambia, ma l’Udinese alza i giri del motore e mette paura al Napoli. Al 52’ Davis segna, ma il VAR spegne l’urlo dello stadio per una posizione di fuorigioco sull’azione precedente. È solo un avvertimento. I bianconeri prendono coraggio, colpiscono una traversa clamorosa con Piotrowski e si vedono annullare un altro gol, quello di Zaniolo, per un fallo di Karlstrom su Lobotka.
Il Napoli soffre e fatica a reagire, e al 73’ arriva la doccia fredda: Ekkelenkamp, da sinistra, lascia partire un destro potente e preciso che si infila alle spalle di Milinkovic-Savic. Un gol pesante, che spacca la partita e certifica le difficoltà azzurre.
Nel finale il Napoli ha due occasioni enormi per rimetterla in piedi: Hojlund cicca incredibilmente il tap-in a pochi passi dalla porta e, poco dopo, Lucca colpisce il palo esterno. È l’ultima chance di una serata storta.
Per il Napoli è uno stop doloroso, che fa rumore più per il momento che per la prestazione: la squadra di Conte non crolla, ma paga cinismo e brillantezza. In un campionato così tirato, queste sono le partite che fanno la differenza. E a Udine, gli azzurri hanno lasciato sul campo molto più di tre punti.
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