Per Manzoni “non sempre ciò che vien dopo è progresso“. Difficile da capire a molti, facile a chi è consapevole della Storia e di quanto, pur nelle nostre comodità, quello che viviamo è più simile a un “Medioevo tecnologico” che non al ventunesimo secolo.
Ce l’avevano spiegato due come Troisi e Benigni in un film che di lezioni ne contiene tante: “Sai spiegare cos’è un treno, ma non è che lo sai fare”, dicono goffamente in “Non ci resta che piangere”. Eppure la differenza tra progressismo e progresso reale rimane un concetto fumoso e confuso persino anni dopo quella pellicola geniale. Gli anni in cui il Medioevo – e più generalmente il passato – è costantemente preso a termine di paragone negativo, con concetti pronunciati altezzosamente e dalla profondità impressionante quali “siamo nel 2024”, iniziano a somigliare terribilmente a quelle epoche in cui si credeva di aver scoperto tutto.
“Dev’essere bello vivere nell’età della pietra”, è il messaggio da cui scaturisce questa riflessione. Se proprio si deve allora, prendiamo in prestito dall’epoca corrente il concetto dei bit, e vediamo cosa ne esce fuori se lo applichiamo ai cervelli, più o meno lavoranti.
Quello che ne viene fuori è questo intervento in diretta | “Un Giorno Speciale”, 4 dicembre 2024
Erling Haaland continua a lasciare il segno ai Mondiali e, ancora una volta, lo fa…
Quanto siano dannosi gli smartphone per lo sviluppo cognitivo ed emotivo dei più piccoli è…
Lionel Messi continua ad aggiornare i libri dei record. Nella vittoria per 2-0 dell'Argentina contro…
La notizia lascia tutti a bocca aperta: il protagonista è ancora una volta il numero…
C'è una notizia che da giorni non riesco a togliermi dalla testa: la morte di…
Giovanni Malagò è il nuovo presidente della FIGC. L'ex numero uno del CONI è stato…