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Una banca sta per ottenere per la prima volta un rating migliore dello Stato italiano

L’amministratore delegato di Unicredit ha lanciato recentemente un messaggio forte e chiaro durante il Made in Italy Summit e cioè, secondo lui, l’Europa avrebbe bisogno di banche più forti e integrate per crescere. Secondo Orsell, senza campioni paneuropei l’Unione Europea non potrà mai realizzare le sue ambizioni o superare le sfide della crescita. Ebbene, solo 15 anni fa l’economia dell’Unione Europea era paragonabile a quella degli Stati Uniti. Ma oggi il divario dell’80%, pensate un po’.

Per Orcel la frammentazione bancaria frena il continente e un’unione bancaria e dei mercati, dei capitali, sarebbe essenziale per sostenere le imprese europee, secondo lui. In questo contesto Unicredit ha avviato una sfida importante, l’acquisizione della tedesca Commerzbank di cui già detiene il 21%. Nonostante l’opposizione del governo tedesco, che ha definito l’operazione un atto ostile, l’iniziativa ha ricevuto il sostegno della Banca Centrale Europea e della Commissione Europea, nonché di attori del mercato come Larry Fink di Blackrock e Deutsche Bank.

Guarda caso questi attori delle multinazionali bancarie sono a favore di una creazione di un ulteriore enorme aggregato bancario. Anche Moody’s ha mantenuto stabile il rating di Unicredit, segnalando che un’applicazione completa di Commerzbank potrebbe persino migliorarlo a BAA2, un livello superiore a quello dell’Italia. Ormai abbiamo le banche che hanno un livello di rating superiore a quello degli Stati.

E forse mi soffermerei un attimo su questo. Quale mondo vogliamo avere? Vogliamo avere un mondo dove gli Stati controllano le banche o un mondo dove le banche controllano gli Stati?
Il problema è decidere se vogliamo, nell’era delle intelligenze artificiali, delle banche più vicine alle imprese e alle persone, capaci di fare prestiti basandosi su una valutazione umana e non soltanto su algoritmi, come erano inizialmente le banche italiane.

Vogliamo questo o vogliamo invece, come qualcuno sta cercando di fare, degli Stati comandati dal sistema bancario? Perché questa è la partita di questo secolo.
È evidente che gli interessi che si stanno muovendo non sono quelli per la povera gente, si va verso l’aggregazione di grandi organizzazioni come per esempio una sedicente Confederazione Europea che non serve a nient’altro che a questo piano: distruggere gli Stati e fare sì che questi abbiano un rating ormai inferiore a quelli delle banche che li andranno a controllare.

Malvezzi Quotidiani, comprendere l’Economia Umanistica con Valerio Malvezzi

Valerio Malvezzi

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