Mercoledì sera un vero e proprio golpe è stato sventato in Bolivia. Sono state tre ore lunghe per Luis Arce, presidente democraticamente eletto. Il golpista Juan José Zuniga, destituito il giorno precedente dopo aver minacciato pubblicamente l’ex presidente Evo Morales, non si aspettava una reazione del genere, ma una resa quasi immediata.
I suoi militari hanno circuito Palacio Quemado, sede del Governo, in modo che nessun cittadino potesse avvicinarsi, con la minaccia di utilizzare agenti chimici contro i trasgressori: lì usando un carro armato ha sfondato la porta del palazzo dell’esecutivo, ma a milioni erano già in piazza dopo l’allarme lanciato dal vicepresidente.
Anche l’ex capo di Stato Evo Morales aveva invitato cittadini a scendere in piazza, accusando Zuniga di aver preparato da tempo il colpo di Stato: «Convochiamo il popolo e chiediamo che si sollevi contro il tentativo di golpe in corso e si schieri a favore della democrazia».
Il golpe è stato sventato all’interno del palazzo, dopo il faccia a faccia diretto tra il presidente e l’ex comandante: “Sono il tuo capitano e ti ordino di ritirare i tuoi soldati e non permetterò questa insubordinazione”.
E’ lì che i membri dell’esercito hanno permesso al governo di riprendere il controllo della situazione, ponendo Zuniga sotto custodia cautelare.
L’ex comandante aveva dichiarato che presto sarà nominato un nuovo governo perché “il Paese non può andare avanti così”.
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