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MES, la data in cui è arrivata la firma fa capire tanto su come funziona la nostra politica

Sul MES abbiamo assistito all’ennesimo teatrino della politica che offre veramente uno spettacolo indecoroso. Da una parte abbiamo Giorgia Meloni che lancia degli strali contro Giuseppe Conte per la sua firma, che ci sarebbe stata con Il favore delle tenebre il 27 di gennaio del 2021. Sembrerebbe che il Parlamento sia stato sdegnato nell’apprendere di una firma effettuata senza un mandato chiaro durante una fase negoziale, dimostrando ancora una volta la scarsa coerenza ed efficacia delle indicazioni parlamentari rispetto ai governi. Lo dico perché tempo fa fui parlamentare e quindi so bene queste cose. Infatti le risoluzioni del passato, come ci insegna appunto la storia parlamentare, erano chiare, ed erano chiare anche in questo caso nel MES, eppure sembra che qualcuno abbia interpretato in modo estensivo i documenti politici che erano emersi dal Parlamento.

Naturalmente il timing impeccabile della firma, giusto prima delle dimissioni di Conte, non è certamente casuale. Insomma, sembra una commedia politica dove l’ordine del giorno sarebbe stato firmiamo ora, poi con un sontuoso sipario di dimissioni che si alzarono il 26 gennaio ci si sarebbe aspettati, se non richiesto, un secondo atto, magari ufficiale, per congelare ogni cosa. Il trattato del MES, attualmente in vigore, è stato firmato da Monti nel febbraio del 2012 ed è stato ratificato nel luglio dello stesso anno. Insomma, sembra che ci siano delle interpretazioni selettive della storia con dei personaggi che nonostante tutto si ergono a fari di sapienza, ma qui non si sta parlando soltanto della titolarità giuridica di fare le cose, ma si parla della sostanza. Se un governo, in particolare il governo Conte, che un paio di mesi prima aveva avuto un mandato politico, il giorno prima delle dimissioni decide di ratificare una cosa così importante dando un indirizzo politico con una maggioranza che palesemente non aveva più, è una cosa assurda.

Perché quando un amministratore delegato all’interno di una società non ha più la maggioranza si ferma, non va a fare l’atto più importante di vendita il giorno prima. Ecco, dal punto di vista politico è ancora più importante rilevare che qui sul MES sembra sempre che ci siano delle indebite pressioni, di un pensiero unico estero e che il Parlamento italiano conti sempre di meno.

Malvezzi quotidiani, l’economia umanistica spiegata bene.

Valerio Malvezzi

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