“Le cose sono cambiate in Europa“.
La sentenza è del Commissario europeo per il mercato interno e i servizi, Thierry Breton.
Il nome non è sconosciuto a chi ha seguito uno dei dibattiti social più seguito degli ultimi mesi: quello con Elon Musk, proprietario di X.
In ballo c’era la “disinformazione”: al Commissario UE non andava bene che Twitter violasse le norme del Digital Act, e che quindi ci fosse totale libertà nella pubblicazione di contenuti, soprattutto nell’ambito bellico. Ma il CEO di X ha risposto senza fronzoli che l’accusa non reggeva, visto che Breton non citava nessun contenuto giudicato “illegale” (qui l’articolo riepilogativo).
In Plenaria a Strasburgo il Commissario ci tiene a parlare di “test”, come quello delle elezioni in Slovacchia (dove ha vinto il “filorusso” Fico), “D’ora in poi – annuncia Breton – c’è una legge nello spazio dell’informazione: ciò che è proibito nella vita fisica è proibito anche nella vita digitale. Adesso questa legge va rispettata“. Tuttavia, le voci fuori dal coro ci sono e ci tengono ad opporsi ai fattacci di Breton.
Virginie Joron, europarlamentare francese del Rassemblement National, il partito di Le Pen, è una di queste.
L’intervento integrale in Europarlamento.
Nuovo affondo nella Commissione parlamentare d'inchiesta sul Covid, dove Giuseppe Conte è tornato a essere…
Claudio Lotito e la tifoseria della Lazio: una frattura che sembra ormai aver raggiunto un…
Nel suo pregevole e documentatissimo studio Armi di Immigrazione di Massa del 2010, Kelly Greenhill…
Se ne stanno sottobraccio, note e parole, contemplando un Dolore. E ti accorgi che quando…
Noi italiani portiamo ancora addosso gli errori di certi statisti del passato. Mussolini, ovviamente, e…
Oggi voglio trattare il tema dei miliardi di euro fermi sui conti correnti delle famiglie…