La crisi migranti in Italia è fuori controllo. Questa l’unica certezza di chi osserva attivamente la questione.
Giorgia Meloni incassa giorno dopo giorno i colpi al fegato sferrati dai numeroni record di immigrati sbarcati che si registrano sulle coste italiane. Il governo cerca di alzare un argine per contrastare il fenomeno che impazza ed emana un decreto ad hoc. Le misure restrittive messe in atto puntano a regolarizzare i flussi e ad aumentare le pene previste per l’immigrazione illegale.
Il decreto, suo malgrado, non ha avuto neanche il tempo di entrare in vigore. Le prime contestazioni non hanno indugiato ad arrivare, non solo verbalmente ma anche nell’atto pratico.
Il tribunale di Catania, nella figura della giudice Iolanda Apostolico, ha accolto il ricorso di tre migranti tunisini tacciando il recente decreto di illegittimità in più parti, contestando soprattutto la nuova procedura di trattenimento e la cauzione da pagare per non entrare nei centri di accoglienza. Il ministero dell’Interno non rimane fermo a guardare e annuncia il ricorso contro la decisione del tribunale di Catania. Nel frattempo, ai microfoni di Stefano Molinari, il costituzionalista Stefano Curreri ha analizzato tecnicamente il provvedimento del tribunale e ha posto dubbi rilevanti sulla legittimità delle azioni di Iolanda Apostolico.
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