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Lagarde colpisce ancora sull’inflazione: il rialzo dei tassi metterà tutti alle strette

La presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, ha sottolineato l’importanza della lotta all’inflazione in un periodo di incertezze e cambiamenti profondi, con questo linguaggio aulico e devo dire vuoto di contenuti, sottolineando l’impegno della BCE a fissare tassi di interesse restrittivi per garantire la stabilità dei prezzi. È il loro mantra ormai. Raggiungere l’inflazione del 2% nel medio termine nonché l’importanza di mantenere la fiducia del pubblico e le aspettative di inflazione ancorate, lasciando aperta la possibilità di una pausa o ulteriore rialzo dei tassi nella prossima riunione del Consiglio Direttivo.

Mi annoio anche soltanto a leggervi queste notizie. I dati dell’economia dell’Eurozona e in particolare della Germania, cioè del capo dell’Eurozona, di questo dominus dell’Europa che si chiama Germania, sono stati peggiori del previsto, aumentando il rischio di stagnazione o di recessione nel terzo trimestre e quindi anche nella seconda metà dell’anno. Ricordo tutti che la stagnazione è quello di cui io vi parlavo un anno fa, due anni fa, e adesso finalmente si legge sui giornali. Cos’è la stagnazione? Quando tu hai una situazione di economia ferma e aumento invece dell’inflazione. Quindi il vero problema non è, come tanti insegnano alle scuole e all’università, che negli anni 70′ e 80′ si stava male, l’inflazione a due cifre.

No, perché l’economia cresceva, i posti di lavoro c’erano, la gente aveva un aumento dei redditi proporzionale all’aumento del costo della vita. Si sta male oggi, invece, quindi sono impropri questi paralleli, perché oggi, purtroppo, siamo in una stagnazione. Come io vi avevo detto da anni, adesso lo scrivono anche i giornali. Una situazione nella quale l’economia è stagnante a causa di errori strategici che abbiamo fatto e c’è anche un’inflazione.

Insomma, secondo la Lagarde l’inflazione e la recessione non sarebbe ancora sufficientemente grave. Quindi la decisione di politica monetaria dipenderà ancora dai dati dell’inflazione e dalle prospettive macroeconomiche. Per questo motivo la Christine Lagarde vuole aggravarla ancora un po’ strangolandoci noi imprenditori e professionisti a colpi di rialzi di tasso per contrastare un’inflazione principalmente da offerta, come se fosse un effetto invece di inflazione da domanda. Qui l’inflazione è derivante da fatti esterni, non è che siano aumentate le domande di beni e quindi i prezzi salgono come in una situazione naturale.

Valerio Malvezzi

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