Nell’inchiesta “il Diego rivoluzionario” che ho pubblicato da poco, riporto delle immagini di donne che sollevavano in piazza dei cartelli con i volti dei propri cari che erano scomparsi. Sto parlando della dittatura di Videla in Argentina, quando le famose mamme e nonne di “Plaza de Mayo” andavano in piazza con i cartelloni, con l’immagine delle figlie e dei figli giovanissimi come quelli che vedo qui di fronte a me. Quelle immagini non vennero mai riprese dai media. Non potevano farlo? Pensate che in Argentina nel 1978, come spiego nei dettagli nella mia inchiesta, in modo che nessuno può smentirla, si giocarono i Mondiali in Argentina. Tutte le telecamere del mondo erano in Argentina. Nessuno era autorizzata a riprendere quello che denunciavano queste mamme e queste nonne. Sono passati tanti anni e c’è una costante comune. Che cosa manca in questa piazza? Perché non vengono a raccogliere una testimonianza di una mamma distrutta che alza in piazza il cartello della propria figlia?
In Argentina signori, hanno mandato via i giornalisti che riprendevano quelle immagini. Stessa cosa accadrebbe se oggi venisse qui qualche giornalista di una tv mainstream a raccogliere le nostre testimonianze. Pensate che mentre giocavano i Mondiali nel 1978 a 300 metri di distanza, forse a tre km di distanza in linea d’aria dagli stadi caricavano questi ragazzi che venivano prelevati nelle case. I famosi ragazzi dei centri sociali Peronisti di sinistra. Li caricavano nei centri di tortura. La caserma della Marina Militare era a tre chilometri dagli stadi. Li torturavano, poi li caricavano sui voli della morte e li lanciavano nell’oceano. Tutto questo mentre si giocavano i Mondiali.
Oggi ci dicono che gli sportivi russi non possono competere. Lo sportivo russo non può competere per le responsabilità del proprio Presidente. La FIFA ha autorizzato un mondiale nel ’78 in Argentina. Signori, il passato ci insegna tante cose. Solitamente si concludono le manifestazioni di piazza dicendo ringraziamo i media presenti, noi ringraziamo i media per non essere venuti e per averci dato ancora una volta ragione, che siamo dalla parte giusta della storia, come accadde in Argentina nel 1978.
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