C’è un virus del quale non si parla mai abbastanza, nonostante tutti ne abbiano conoscenza e anche un minimo di sensibilità. Proprio come l’infezione che da due anni ha avvelenato le nostre esistenze, anche quella in questione si diffonde a macchia d’olio contagiando sempre più persone. Perché la povertà in Italia è arrivata a livelli devastanti, non solo a causa del Covid. È da oltre un decennio che il dato relativo alle persone meno abbienti del nostro Paese è in ascesa, fino a toccare quota 5,5 milioni. Se si pensa che tra il 2005 e il 2006 erano circa 1 milione e mezzo è lecito indagare le ragioni del tracollo.
Si tratta della “prova inconfutabile che qualcosa sta andando storto” per Fabio Duranti. I numeri difatti non perdonano, certificano il fallimento del sistema in cui siamo stati abituati ad abitare. Neanche le previsioni lasciano presagire un’inversione di tendenza. Come riportato dall’Agi, citando una ricerca del Centro studi di Unimpresa, sono quasi 11 milioni gli italiani a rischio povertà (4 milioni di disoccupati che si sommano a 6,7 milioni di occupati ma in situazioni instabili o economicamente deboli). Del resto, come potrebbe andare diversamente se tutto resta invariato?
La riflessione di Duranti in diretta a Un Giorno Speciale, con Francesco Vergovich.
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