Nel periodo tra il 1995 e il 2020, l’ultimo quarto di secolo, noi abbiamo avuto sempre aumento di tassazione e taglio di spesa pubblica. Prima dell’introduzione dell’euro e dopo, il nostro Paese ha sempre avuto un bilancio in ordine, ha sempre fatto avanzo tra uscite per spesa pubblica ed entrate per tassazione, dati FMI.
Tale informazione potrebbe apparire dottrinale, freddo dato statistico. Si ragioni però per effetto indotto, cosa è successo al debito privato delle famiglie italiane nello stesso periodo di tempo? La domanda è retorica: chi capisce di economia sa quando uno stato migliora la propria situazione di debito, quindi va in surplus, manda in deficit il settore privato. Per una questione legata ai cosiddetti saldi vettoriali.
Molte persone applaudono a frasi retoriche, ad esempio: abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi, dobbiamo tagliare gli sprechi. Frasi apparentemente di buon senso ma che nascondono insidie che sono sotto gli occhi di tutto. Nell’arco degli ultimi venticinque anni, noi abbiamo sistematicamente avanzo primario, cioè abbiamo aumentato la pressione fiscale e ridotto la spesa pubblica. Il risultato però è sotto gli occhi di tutti.
Il Pil è sceso, la produzione è scesa, l’efficacia è scesa, la povertà è aumentata, la disoccupazione è aumentata.
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