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Meluzzi senza filtri ▷ “Siamo sei miliardi di malati permanenti e per loro niente è meglio di questo”

L’emergenza da Covid-19 ha messo in luce una situazione disastrosa nella sanità italiana, che si è trovata a fare i conti con ospedali sovraffollati, pochissimi posti in terapia intensiva e scarse unità di personale sanitario. Lo scenario, frutto di anni ed anni di privatizzazioni nei quali la sanità pubblica è andata letteralmente distrutta, ha reso ancor più complicata la gestione della pandemia, nella quale si è data molta importanza alla prevenzione, curando così i sani, e dando meno importanza – fino ad arrivare quasi al contrasto – alla cura dei malati.

Quello che è cambiato, rispetto al 2019, è un aspetto filosofico. Non c’è più il principio di curare la malattia dopo che si presenta: ora si vuole proprio prevenirne la diffusione (non si sa bene come, visto che il vaccino non risponde a questa esigenza) e chiunque si discosti da questo principio diventa un eretico.
Moderne Giovanna d’Arco e nuovi Giordano Bruno che chiedono solo di essere lasciati in pace con la loro libertà di scegliere, e se si accenna solo al fatto di avere paura degli effetti avversi, si sprecano i risolini e le smentite fioccano. Quasi a voler asserire che le inoculazioni hanno solo vantaggi.
Un vero e proprio comportamento dogmatico è ciò che viene somministrato ogni giorno dalla stragrande maggioranza dei media alla popolazione. Osi dissentire? Parte la scomunica delle penne facili e rischi pure di essere chiamato eretico, o meglio, no-vax. Che tu sia vaccinato o meno.
Approfondiamo il dogma moderno del “credo nella scienza” (un controsenso solo a dirsi) con Alessandro Meluzzi e Diego Fusaro a ‘Un Giorno Speciale’.

Meluzzi: “Vogliono una società di sani che devono curarsi”

“Abbiamo distrutto negli ultimi anni la sanità pubblica. Andava distrutto in modo che rimanessero i bocconi buoni per questa sanità privata convenzionata. Le convenzioni sono ghiotte. È un problema di profitto. Con la fine della sanità pubblica, con i tagli, con la privatizzazione, si è passati dalla visione in cui rendevano le cose riose, ad una gestione che io definirei di tipo ‘cinese’. La definirei così perché ricorre alla vecchia medicina cinese in cui si diceva che bisogna pagare il medico quando si è sani e bisogna smettere di pagarlo quando si è malati. Qui si paga molto per curare i sani e quando qualcuno per disgrazia si ammala non ci sono più risorse.

Cosa c’è di meglio di vendere 4 miliardi di fiale? Dicono che è meglio prevenire che curare ma non si previene ma neanche si cura. Dove sono finite le nuove molecole, gli anticorpi monoclonali? Per loro bisogna evitare di curare perché se si cura con qualcosa come l’idrossiclorochina, viene meno il business principe, il core business, che è quella di curare l’umanità come sempre. Questo business è meglio delle armi, del commercio di essere umani. Siamo 6 miliardi di malati permanenti e niente è meglio di questo.

Abbiamo una buona notizia e una cattiva. Questa situazione è talmente paradossale che ha fatto risvegliare una quantità di coscienze come non era mai accaduto. Abbiamo aperto una porta che nessuno può chiudere. La notizia cattiva è che avendolo capito anche loro, nelle prossime settimane dovranno risolverlo anche loro. In Germania hanno detto una mostruosità: che i cittadini o saranno morti o vaccinati. Macron e Draghi devono esprimere anche loro questa posizione. L’Austria è stata utilizzata come Paese pilota per la più grossa offensiva da questo punto di vista. Bisogna arrivare al 100% di vaccinati perché non vogliono confronti epidemiologici. Facendo un confronto con un gruppo di controllo diverso troverebbero che c’è un problema”.

Fusaro: “La salute dei cittadini è medium per fare business”

“Le privatizzazioni non sono la soluzione ma il problema. Molto dipende dall’opera solerte di privatizzazione fatta negli anni scorsi. Se non si riesce ad uscire da questa situazione è perché tutto diventa merce, anche la salute diventa merce. Dobbiamo subire continuamente queste pratiche. Ivan Illich già ventilata l’ipotesi con medicalizzazione integrata. Se noi ci affidiamo alla privatizzazione della società, l’obiettivo è fare business e l’oggetto è un mezzo per fare business. Anche la salute dei cittadini è medium per fare business e ciò ha conseguenze nefaste. Se prevale la logica del profitto, la nostra vita non ha più dignità ma solo prezzo. Non ha più valore intrinseco ma mercatista”.

Un Giorno Speciale

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