In pandemia la comunicazione ha giocato un ruolo importantissimo. È servita per instillare la paura del virus quando si chiedeva ai cittadini di mettere da parte i propri diritti e le proprie libertà, ed è servita per infondere ottimismo quando invece si voleva spronare la popolazione a vaccinarsi. Si partiva dagli stessi dati, ma cambiava il modo in cui venivano raccontati a seconda del risultato che si voleva ottenere.
Il 9 giugno Repubblica scriveva: “Diminuiscono i casi in terapia intensiva”. L’idea era di infondere ottimismo perché bisogna far percepire alla gente che la campagna vaccinale stia funzionando. Se invece avessero paragonato i dati dei ricoveri in terapia intensiva del 2021 con i dati del 9 giugno del 2020 Repubblica avrebbe dovuto dire che triplicano i ricoveri in terapia intensiva.
Fabio Salernitano ha pubblicato il bollettino del Governo del 9 giugno 2020 che parlano di 263 pazienti in terapia intensiva. Sapete di quante terapie intensive parla il bollettino del 9 giugno 2021? 688. In pratica sono triplicati.
Allora perché Repubblica ha potuto pubblicare che sono in calo? Perché ha cambiato il termine di paragone. Questo è il gioco che stanno facendo.
La Matrix Europea, la verità dietro i giochi di potere con Francesco Amodeo
Diversamente toscani e poco compatibili; uomo di collina con velleità agricole Luciano Spalletti, lupo di…
Dal 2022 la legge 210 del 1992 riconosce un indennizzo anche a chi ha riportato…
Lazio prima da sola in classifica, imbattuta, vincente anche in casa contro il Cagliari. La…
Ad aprire la settimana era stato l’ex ministro Roberto Speranza, che in Commissione Covid aveva…
Oggi la negazione della realtà avviene utilizzando proprio gli strumenti della scienza. Si prende una…
Sul Donbass si sono finora arenati i negoziati sull’Ucraina. Mosca lo rivendica come territorio russo,…