Politica

“Zingaretti ha mandato a quel paese tutto il gruppo dirigente PD: neanche Salvini e Meloni potevano dire cose peggiori” ▷ Padellaro (Fatto Quotidiano)

Fenomenologia di Nicola Zingaretti. Il segretario dimissionario del Partito Democratico, attuale presidente della Regione Lazio, ha fatto dell’attendismo e della riflessività i caratteri distintivi della sua azione politica. Una tendenza alla cautela notata spesso dai suoi ‘compagni’ di partito, criticata soprattutto dalle correnti avverse.

Ma alla fine, come accade in molti altri settori, sono i risultati quelli che contano. In termini elettorali Zingaretti ha raccolto un PD uscito dalle macerie del renzismo con il 18% delle preferenza dalle Politiche del 2018 e da lì è sempre andato crescendo. E’ riuscito anche a riportare il “suo partito” al Governo, nonostante per paradosso fosse stato l’ultimo ad accettare l’alleanza con i 5 Stelle.

Proprio la fine del Governo giallo-rosso potrebbe essergli stata fatale. Per commentare le dimissioni di Zingaretti, Luigia Luciani e Stefano Molinari hanno intervistato il giornalista del Fatto Quotidiano Antonio Padellaro. Questo il suo commento a “Lavori in corso”.

“Se le parole hanno un valore e penso che in questo caso abbiano un valore, non mi sembra una dichiarazione così neutra. Diciamo che ha mandato a quel paese tutto il gruppo dirigente del Partito Democratico. Quando uno dice ‘provo vergogna per voi’ io penso che neppure la Meloni o Salvini potessero dire una cosa peggiore del Partito Democratico. Zingaretti ha ceduto sul piano nervoso perché non ne può più.

Ma sono le solite storie del PD. I gruppi dirigenti sono delle tribù che si sono messe insieme per ragioni di opportunità. Oggi ci sono 4/5 pezzi che convivono male dentro questo partito e Zingaretti ha detto basta.

Mi ha sorpreso la tempistica perché non mi aspettavo lo facesse adesso. Penso che Zingaretti meriti rispetto. Forse non è un leader brillantissimo, un trascinatore di folle, però ha preso il Partito Democratico ridotto ai minimi termini e lo ha portato al Governo. Quello che è mancato è: a cosa serve? Cosa vuole oggi il Partito Democratico? Che cosa propone oggi? Mistero.

Allora, Gianni Cuperlo ha detto che il Pd è un partito forte nel palazzo, ma debole nel Paese. Attenzione che il Movimento 5 Stelle sta rischiando di fare la stessa fine. La sinistra in questo momento ha questo problema, che è diventata una sinistra di palazzo. La debolezza nel Paese si paga.

La domanda vera è: che cosa farà ora Zingaretti? Se tornasse indietro non diciamo nemmeno che tipo di figura farebbe. Però lui vuole restare dentro il gioco politico e bisogna capire come intende farlo. Questo è un interrogativo che scioglierà prima dell’assemblea del 13 e del 14 marzo”.

Lavori in Corso

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