E’ semplice scrivere della Juventus, di questa Juventus intendo.
Basta leggere la formazione iniziale per capire che cosa frulli nella testa di Pirlo e per poi osservare come la squadra si disponga in campo e affronti la partita, vinta alla fine con qualche pena inutile, grazie a un gol, storico, di Dybala e ai due rigori di Ronaldo.
Fuori Morata, fuori Arthur e fuori Danilo rispetto al Camp Nou, la Juventus si è ritrovata con quattro uomini a sinistra, Alex Sandro, Chiesa, Ronaldo e tale Rabiot uno dei francesi più vuoti della storia bianconera.
Dalla parte opposta Cuadrado e basta, ogni tanto appariva Dybala. Totale: nel primo tempo un tiretto verso la porta di Perin e molto gioco orizzontale, tipo allenamento, lentezza di azione e di cervello, pur avendo di fronte un avversario senza peso, perché il Genoa che cosa altro è?
Propongo di regalare per Natale a Pirlo “Il Piccolo chimico”, così potrà proseguire negli esperimenti. Il gol, bello, di Dybala ha fatto pensare a un finale facile e invece il Genoa, al primo tentativo verso la porta bianconera, ha riportato, con Sturaro, il gruppo Pirlo all’affanno.
Il debuttante in panchina ha impiegato sessantasette minuti per togliere dal campo Rabiot e inserire Morata sul quale è precipitato Perin provocando il secondo rigore che ha chiuso la storia, trascinata per un’ora e mezzo dalle idee dell’allenatore bianconero.
Tony Damascelli
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