Nel tempo dell’emergenza epidemiologica abbiamo preso a convivere con una nuova razionalità politica di tipo esclusivamente autoritario e repressivo.
Struttura economica, sociale e politica da una parte, spvrastruttura medico-sanitaria dall’altra.
Intanto è sempre più all’ordine del giorno la violenza nelle forme più efferate e degne di un regime, non certo di uno Stato democratico.
Dall’Italia, la nostra Italia, giungono testimonianze preoccupanti di una violenza spietata e repressiva.
La prima da Genova: in fila alla mensa dei poveri, vengono multati per assembramenti. La seconda da Como: 400 euro di multa al clochard che vive sotto i portici per essersi allontanato dal suo domicilio.
Stiamo assistendo a una repressione, a un’involuzione autoritaria di un potere che, se avessimo veramente appreso la lezione della lotta contro i regimi, meriterebbe di essere contestato massimamente. Invece lo subiamo in silenzio pensando che sia a fin di bene, per salvarci la vita.
Multare un clochard serve a salvarci la vita? Multare dei disperati in fila per un pasto caldo serve a salvare le nostre vite?
Davvero non abbiamo capito che la formula “salvare le vite” è volta a portarci via diritti, libertà e conquiste sociali?
E come sempre sono i più deboli a pagarne le conseguenze. Oggi il clochard, presto o tardi colpiranno tutti. È solo questione di tempo.
RadioAttività, lampi del pensiero con Diego Fusaro
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