La Svezia è un esempio virtuoso su come affrontare il virus? Sì, almeno se compariamo i dati di morti per milione di abitanti con quelli italiani.
Il grafico svedese infatti non è neppure paragonabile al nostro sul lungo periodo che va da febbraio a novembre.
Come mostra Fabio Duranti a ‘Un Giorno Speciale’, la curva italiana è pressoché sempre al di sopra o – nel migliore dei casi – nei pressi di quella che ricalca il tasso di mortalità in Svezia.
Lì si evidenzia un rialzo dei morti nel mese di marzo che raggiunge l’apice a inizio aprile, per poi cominciare una discesa che non vedrà più picchi.
Neppure a novembre, quando la curva si inclina di nuovo verso l’alto, ma in modo non significativo.
Paragonato all’andamento della seconda ondata svedese – quasi inesistente per i numeri – il grafico dei decessi in Italia è uno specchio molto più critico della realtà. Qui il tasso di mortalità raggiunge a novembre addirittura i 10,5 morti per milione di abitanti. Praticamente ai livelli della fine di marzo.
Una voce significativa quella dei numeri, da ascoltare attentamente per comprendere quanto le misure messe in atto abbiano effettivamente funzionato.
Ecco la spiegazione di Fabio Duranti ai microfoni di Francesco Vergovich.
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