“Bisogna avere tamponi a risposta rapida: cosa ce ne facciamo di un risultato dopo una settimana?” ► Palermo (Seg. Anaao Assomed)

Aumentano i tamponi e aumentano i casi di positività: se esistono certezze sul covid questa è sicuramente una delle più consolidate. Ne stiamo avendo ulteriore testimonianza anche nell’ultimo periodo, nel quale i test giornalieri ormai quasi sempre sopra i centomila al giorno hanno prodotto un aumento considerevole nel numero di contagiati certificati.

Si capisce anche da quest’ultimo elemento che i tamponi possono pure influenzare la nostra percezione rispetto all’andamento del virus. Ma occorre che il loro meccanismo sia collaudato per far funzionare l’intero processo di tracciamento e trattamento. Se il risultato del tampone si fa attendere, così come vengono segnalate lunghe code per sottoporsi al test, elementi della catena quali la quarantena o l’app Immuni ne subiscono delle conseguenze.

Sul bisogno di avere tamponi a risposta rapida, sull’app di tracciamento e sugli altri dispositivi che compongono la lotta alla quarantena è intervenuto, ai microfoni di Luigia Luciani e Stefano Molinari, il dottor Carlo Palermo, Segretario nazionale medici dirigenti “Anaao Assomed”. Ecco il suo commento a “Lavori in corso”.

“Possono essere attivate nuove strutture ma queste non viaggiano da sole. Nell’ultimo decennio abbiamo visto una netta riduzione di investimenti sul personale e sulle strutture.

Se vogliamo fermare questa ondata abbiamo solo un mezzo che è quello di rafforzare le difese territoriali perché l’epidemia si combatte sul territorio e noi abbiamo bisogno di allargare sia per la possibilità di fare il tampone che quella di fare tracciamento.

Dobbiamo migliorare e abbracciare alcuni processi, come l’App Immuni, non negarli. Il 24 febbraio abbiamo espresso, nel nostro primo comunicato, il pericolo che poi l’espansione delle epidemie e l’occupazione dei pochi posti letti potesse, in qualche modo, limitare l’accesso alle cure, anche per altre tipologie di malattie. Se non seguiamo le dichiarazioni degli scienziati e dello stesso Governo rischiamo una seconda epidemia che si unisce ai malati non Covid.

E’ fondamentale mantenere due percorsi separati all’interno degli ospedali per mantenere l’accesso alle cure a tutti”.


ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE

LEGGI ANCHE:

Lavori in Corso

Recent Posts

  • Featured

Si incrina il rapporto D’Amico – Gasperini? ▷ Camelio: “Ecco nomi e cognomi su cui non c’è intesa”

Il calciomercato della Roma entra in una fase delicata, sospesa tra le priorità tattiche di…

6 ore ago
  • Attualità

Carlson riapre il vaso di Pandora sull’11 Settembre ▷ Vivaldelli: “C’è qualcuno che oscura”

Negli Stati Uniti torna a riaccendersi il dibattito su uno dei temi più delicati della…

8 ore ago
  • Featured

Non solo “escursionisti”: l’altro sfondone RAI di cui nessuno parla | Claudia Carpinella

Un servizio del Tg2 dedicato agli scontri in Cisgiordania ha riacceso il dibattito sul linguaggio…

8 ore ago
  • Featured

Duranti smonta le bufale sul cloud seeding: “Ci metto il carico da 90, ma non fatevi ridicolizzare”

Il tema della modificazione artificiale del clima — cloud seeding, inseminazione delle nuvole, tecniche di…

8 ore ago
  • Featured

Dybala e Cristante faccia a faccia: scatta il battibecco durante Cardiff – Roma

Non è bastata la pesante sconfitta per 4-1 contro il Cardiff City a far calare…

11 ore ago
  • Featured

Il monopolio che l’Italia ha tenuto per 50 anni: ecco la sentenza che liberò radio e tv | Con l’Avv. Barneschi

Il 28 luglio 1976, esattamente cinquant'anni fa, la Corte Costituzionale mise fine — almeno in…

12 ore ago