Nel Lazio tamponi rapidi anche dal medico di base ► Da quando, chi può farlo, procedure, strutture associate, i test sono affidabili?

Il mese di agosto ha visto un aumento dei casi di Coronavirus che ha portato il Governo a protrarre le misure fin’ora adottate e a prorogare lo stato di emergenza fino al 31 gennaio. C’è però una novità sulla modalità di tracciamento epidemiologico dei contagiati: nel Lazio da metà ottobre i tamponi Covid saranno disponibili anche dal medico di base.

La proposta è stata avanzata da Pierluigi Bartoletti, segretario della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg) di Roma, a conclusione del 77esimo congresso nazionale in corso a Cagliari, a Villasimius. Proposta che è stata accettata dall’assessorato alla Sanità della Regione Lazio.

Ma come verrà applicata concretamente? I test sono affidabili? A queste e altre domande ha risposto Pierluigi Bartoletti intervenuto a “Lavori in corso”. Ecco l’intervista fatta da Luigia Luciani e Stefano Molinari.

Nel Lazio tamponi rapidi anche dal medico di base ► Da quando, chi può farlo, procedure, strutture associate, i test sono affidabili?

“Da luglio avevamo chiesto di aprire alla medicina generale e alla pediatria la possibilità di fare il tampone rapido e il sierologico, sempre dal punto di vista della volontarietà del collega e del fatto di avere gli spazi idonei. Non da tutti i medici ma di chi è disponibile a farlo, dunque. Su tutti i tamponi che facciamo noi oggi abbiamo circa 2,6% di persone positive rispetto al 97% che son negativo perciò il tema è evitare di penalizzare chi il Covid non ce l’ha. Le attese si allungheranno nei prossimi tempi.

Abbiamo la tecnologia, sono tamponi affidabili, li stiamo utilizzando da mesi e mettere i tamponi vicino la casa delle persone consente di ridurre i tempi in attesa dei drive in. Speriamo in tempi brevi. Sarebbe la prima rete di sorveglianza che abbiamo nel territorio connessa al sistema regionale. Il tema non è fare i tamponi ma farli in sicurezza.

Noi stiamo puntando su tutte le strutture associate che ormai sono circa 500 e ne basterebbero il 20% di queste strutture, la distribuzione sul territorio è importante. La metodica è sicura”.


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