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Von der Leyen annuncia cosa ci attende: brutte notizie per lavoratori, famiglie, sanità

Merita un pur celere commento il discorso di Ursula Von der Leyen di ieri all’Europarlamento, un discorso che potrebbe essere inteso senza esagerazioni come un capolavoro di politicamente corretto.
Di più, potremmo dire che la Von der Leyen in poche battute ha magistralmente compendiato il tableau de board della classe dominante liquido-finanziaria, e in generale l’ordine di un discorso che mira a ortopedizzare i popoli dell’Europa in nome dell’europeisticamente corretto.

Sono stati ricordati tutti i cardini del discorso globalista, che in sostanza mira alla distruzione di quelle radici etiche che danno stabilità e solidità alla vita comunitaria. Dalla famiglia, fino allo Stato, passando per le radici del mondo pubblico: mercati, scuola, sanità.

I punti salienti del discorso della Von der Leyen sono da ravvisarsi, come evidente, nella svolta green: uno dei punti che più sta a cuore alla nuova agenda del capitalismo, che per un mutamento di paradigma, finge un rinnovamento che resti dentro al capitalismo stesso.
Un cubo rovesciato, dopotutto, resta pur sempre un cubo: questo è la Green Economy.

La Von der Leyen ha poi insistito sul tema della famiglia: il suo discorso, nel suo senso più generale, si compendia nella nota formula “love is love”. Che poi è l’equivalente erotico del più noto detto liberista “business is business”.
In sostanza, famiglia è ciò che decidiamo esser famiglia, Bruxelles decide che cosa è famiglia e tutti i paesi devono adeguarsi al diktat.

Infine il tema Covid-19: la Von der Leyen ha finto di far valere un’unità solidale d’Europa tanto più affermata idealmente, quanto più negata al livello reale.
Prova ne è la situazione tragica nella quale l’Italia ha versato, non potendo fare alcun affidamento sull’Unione Europea.

Si è invero soffermata velocemente anche sul tema del lavoro.
Ha parlato di salari minimi garantiti, quasi a dare un contentino su un tema altrimenti ignorato dall’UE.
Non sfugga che nella Costituzione italiana il lavoro è prerogativa della persona umana e della sua dignità, mentre nei trattati europei il lavoro è esclusivamente una merce.
Sicché quando si parla di salari minimi come ha fatto la Von der Leyen viene il dubbio che in realtà si parli di un abbassamento generale dei salari.

Le linee da lei dettate sono insomma coerenti con l’ordine tecnocratico repressivo del leviatano europeo.
Nemici (come sempre) delle classi lavoratrici, amici del polo dominante speculativo.

RadioAttività, lampi del pensiero quotidiano – Con Diego Fusaro


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Diego Fusaro

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