Ci sono cose di così alto valore da non avere un prezzo. Il surplus, cioè, legato al valore non è determinabile con leggi matematiche.
L’economia umanistica è legata all’economia della conoscenza. Nella visione moderna il valore delle cose dipende non come nell’economia capitalistica da mezzi, capitale, lavoro, borse, spread e così via, ma è legato alla grandezza N, cioè il numero dei riusi di una certa conoscenza prodotta, al valore V, il valore dell’apprezzamento di ogni singolo uso, e infine al valore di quote che definiamo Pi cioè il valore della grandezza P che viene distribuita a ciascun soggetto i, ovvero ogni essere umano della terra.
Nell’economia di rete l’obbiettivo fondamentale delle imprese è scambiare conoscenza. Fantascienza? No, questa è la realtà, solo che vi mettono le fette di salame sugli occhi. Parlano di modernità, ma in realtà sono politici ed economisti che usano un linguaggio del secolo scorso.
Malvezzi Quotidiani, comprendere l’Economia Umanistica con Valerio Malvezzi
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