Le elezioni in questo Paese sono, davvero, sempre un po’ strane. Intanto c’è un referendum che va celebrato e di cui nessuno parla. Poi c’è un risultato elettorale che vede un pareggio ma che, in realtà, vede una Regione come le Marche passare dal centrosinistra al centrodestra. In realtà però, ancora rispetto alle aspettative, le cose sono andate piuttosto bene invece nel centrosinistra che si aspettava un tonfo molto pronunciato.
Tutto questo per dire come siano le aspettative a fare le elezioni, piuttosto che non i risultati elettorali stessi.
Però quello che possiamo vedere è che non ha alcun senso gridare al voto generale politico ogni volta che si vota per le regionali.
Anche perché in Italia non sono ordinate queste elezioni, avvengono praticamente durante tutti gli anni tra una legislatura e l’altra. Negli Stati Uniti alle elezioni di mezzo termine, che quasi sempre vedono perdente il candidato che è Presidente e perde magari una camera delle due che ci sono, nessuno si sogna di chiedere le elezioni se per caso il mid-term termine va diversamente rispetto a chi governa il paese.
Soltanto da noi c’è questo vizio di non tenere conto che ci sono delle scadenze dei calendari istituzionali. Non è che tu invochi le elezioni politiche quando ti vanno bene le regionali, altrimenti ti difendi quando queste vanno male. Sarebbe forse questa l’occasione per non ritornare più in questo errore, per andare ad analizzare il risultato nei termini più concreti.
Termini che sono quelli di aver visto premiati, in quasi tutti i casi, i governatori che già c’erano. Questo a prescindere che fossero di centrodestra o centrosinistra. Forse a premiare piuttosto profili relativamente moderati, anzi direi decisamente moderati. La Toscana non è stata strappata; sarebbe stato un risultato simbolicamente molto forte.
Ma forse il risultato migliore di queste elezioni, dal mio punto di vista, è che in una delle regioni più illuminate e più belle d’Europa come la Toscana non ha vinto chi prima delle elezioni aveva sbandierato ‘Urbi et Orbi’ che la canzone ‘Imagine’ di John Lennon, una delle più belle del mondo, era in realtà una canzone comunista. Vergogna.
GeoMario, cose di questo mondo – Con Mario Tozzi
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