Continua ancora la saga a cavallo tra il tragico e il comico del Recovery Fund. L’Unione Europea sembra giunta ad una svolta decisiva, che potrebbe rivelare massimamente la vera essenza di questa istituzione, che altro scopo non ha se non quello di tutelare gli interessi dominanti per massacrare le classi dominate.
E’ accaduto infatti che il Parlamento europeo ha lavorato nel corso della settimana trascorsa al fine di dare approvazione a nuove imposte. Nuove imposte che vengono chiamate “risorse proprie”, utili a far crescere gli introiti dell’Unione, in vista della possibilità di ripagare gli investimenti legati al Recovery Fund.
Potremmo dire, provando a sintetizzare ciò che si è deliberato, che con il Recovery Fund saranno ancora una volta i cittadini con la tassazione sempre più asimmetrica ed iniqua. L’Unione Europea finge di tutelare i Paesi in difficoltà soprattutto per il coronavirus, quando in realtà sta procedendo per massacrarli senza pietà.
L’Unione Europea, sappiamo, ha sempre un occhio di riguardo per le classi lavoratrici e per i ceti medi. E infatti è sempre contro di loro che dirige le sue politiche di austerità depressiva o di riduzione drastica della spesa pubblica e abolizione di diritti e conquiste sociali.
Tra le nuove imposte previste vi sarebbe, si badi, una tassa di 80 centesimi al chilogrammo per la plastica. Tale tassa sarebbe prevista in attuazione già a partire dal gennaio 2021. Il vero punto dirimente è la plastic tax: significa che si andranno a colpire i cittadini, le classi più deboli.
Al netto dei proclami, l’Unione Europea colpirà ancora una volta le popolazioni fingendo di voler perseguire l’ideale di giustizia sociale. La plastic tax rientra a pieno nella finta svolta di tutela del pianeta delle classi dominanti.
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