La Lazio ha perso in casa della Juve, scivolando a undici punti dai bianconeri: dieci in più dalla ripresa del campionato. Ma sarebbe stavolta ingeneroso lasciarsi andare a giudizi critici nei confronti di una squadra – quella di Inzaghi – a un certo punto addirittura irriconoscibile. Tante, troppe, le assenze.
Malgrado tuto questo, la Lazio ha giocato una partita quantomeno ordinata, di carattere, provando – consapevole dei propri limiti – a fermare la Juve. E in queste condizioni va salutata come un riconoscimento alla prova dei laziali l’esultanza finale dei bianconeri, anche un po’ spaventati dopo il gol di Immobile. Lazio insomma a testa alta, come a testa alta dal confronto con il suo concorrente per la classifica dei cannonieri è uscito anche Immobile. Già, perché Ronaldo ha segnato una doppietta, scavalcando per un momento il laziale, ma Immobile è tornato ad essere pienamente se stesso. Un palo, un rigore che si è procurato personalmente per poi trasformarlo.
Insomma, non è questa la gara per fare o aprire processi. Resta da capire, questo sì, cosa è successo nel lungo stop. E il perché dei tanti infortuni e di una condizione atletica generale inaccettabile.
Alessandro Vocalelli
Il tema della remigrazione non è mai stato così attuale. Proprio il 12 giugno 2026…
A 3.200 metri di quota, nel cuore dell'Antartide, sorge la stazione italo-francese Concordia: un avamposto…
La Commissione parlamentare d'inchiesta sul Covid non riesce ad ascoltare Giuseppe Conte. Non per impossibilità…
L'ennesimo ribaltone dirigenziale scuote la Juventus. Dopo una stagione conclusa con la mancata qualificazione alla…
La nomina del nuovo direttore sportivo giallorosso dà ufficialmente il via al calciomercato: tutti i…
Thomas Fazi torna su Un Giorno Speciale con una tesi dirompente: la trasformazione culturale della…