La Lazio ha perso in casa della Juve, scivolando a undici punti dai bianconeri: dieci in più dalla ripresa del campionato. Ma sarebbe stavolta ingeneroso lasciarsi andare a giudizi critici nei confronti di una squadra – quella di Inzaghi – a un certo punto addirittura irriconoscibile. Tante, troppe, le assenze.
Malgrado tuto questo, la Lazio ha giocato una partita quantomeno ordinata, di carattere, provando – consapevole dei propri limiti – a fermare la Juve. E in queste condizioni va salutata come un riconoscimento alla prova dei laziali l’esultanza finale dei bianconeri, anche un po’ spaventati dopo il gol di Immobile. Lazio insomma a testa alta, come a testa alta dal confronto con il suo concorrente per la classifica dei cannonieri è uscito anche Immobile. Già, perché Ronaldo ha segnato una doppietta, scavalcando per un momento il laziale, ma Immobile è tornato ad essere pienamente se stesso. Un palo, un rigore che si è procurato personalmente per poi trasformarlo.
Insomma, non è questa la gara per fare o aprire processi. Resta da capire, questo sì, cosa è successo nel lungo stop. E il perché dei tanti infortuni e di una condizione atletica generale inaccettabile.
Alessandro Vocalelli
Senza nebbia e senza gol, tra cielo ed erba di San Siro. Righe verticali biancorossonere…
In un contesto segnato dalla crisi energetica globale, con il protrarsi delle tensioni nello Stretto…
Thuram e poi Bisseck, tutti e due di testa, sembrava una domenica facile per l'Inter,…
Colpo di scena per quel che concerne la nomina del nuovo commissario tecnico della Nazionale…
C’è stato un tempo in cui la politica si esprimeva con toni misurati, tempi definiti…
Un recente dibattito pubblico ha riportato al centro dell’attenzione il tema della crescita demografica e…