La Lazio ha perso in casa della Juve, scivolando a undici punti dai bianconeri: dieci in più dalla ripresa del campionato. Ma sarebbe stavolta ingeneroso lasciarsi andare a giudizi critici nei confronti di una squadra – quella di Inzaghi – a un certo punto addirittura irriconoscibile. Tante, troppe, le assenze.
Malgrado tuto questo, la Lazio ha giocato una partita quantomeno ordinata, di carattere, provando – consapevole dei propri limiti – a fermare la Juve. E in queste condizioni va salutata come un riconoscimento alla prova dei laziali l’esultanza finale dei bianconeri, anche un po’ spaventati dopo il gol di Immobile. Lazio insomma a testa alta, come a testa alta dal confronto con il suo concorrente per la classifica dei cannonieri è uscito anche Immobile. Già, perché Ronaldo ha segnato una doppietta, scavalcando per un momento il laziale, ma Immobile è tornato ad essere pienamente se stesso. Un palo, un rigore che si è procurato personalmente per poi trasformarlo.
Insomma, non è questa la gara per fare o aprire processi. Resta da capire, questo sì, cosa è successo nel lungo stop. E il perché dei tanti infortuni e di una condizione atletica generale inaccettabile.
Alessandro Vocalelli
È l’argomento usato per giustificare l’obbligo vaccinale: l’immunità di gregge. Secondo Paolo Bellavite, medico ed…
Il gioco delle tre campanelle continua a presidiare il centro di Roma, nonostante blitz con…
La decima giornata di Serie A propone due appuntamenti centrali: il derby Milan-Inter e Juventus-Napoli.…
INTERVISTA A GIANNI PETRUCCI - Ottobre 2027 resta l’obiettivo dichiarato per la partenza di NBA…
Sapete quant’è stata l’inflazione negli ultimi anni? Quant’è stata la vera erosione del potere d’acquisto…
La gip di Milano Tiziana Landoni non ha convalidato il fermo di Youssef Siher, trentenne…