“Covid-19 in Italia, tra informazione, scienza e diritto“: è il nome del convegno andato in scena oggi nella biblioteca del Senato al quale hanno preso parte alcuni dei maggiori esponenti della contro-narrazione portata avanti dai famigerati virologi, dai presunti esperti e dagli scienziati che presenziano il comitato tecnico scientifico.
Insomma un evento destinato a ribaltare le convenzionali posizioni e nozioni in materia di coronavirus. E che per questo motivo è entrato subito nell’occhio del ciclone mediatico, con una parte della stampa e dell’opinione pubblica che ha subito tacciato partecipanti e promotori come complottisti e negazionisti.
A subire le accuse anche il senatore della Lega Armando Siri, che insieme al deputato Vittorio Sgarbi, ha promosso il convegno. Per commentare l’evento e le reazioni che ha causato, Luigia Luciani ha intervistato Siri a “Lavori in Corso. Ecco il suo intervento.
“Nessuno nega nulla, c’era un confronto un’occasione bella di ascoltare persone autorevoli e fare il punto della situazione, mettendo insieme tutte le voci e non sono quelle mainstream che ripetono il mantra ‘state attenti, arriverà la seconda ondata‘. Oggi tanti esperti invece ci hanno confermato che il virus non è più a quei livelli di pericolosità”.
“E’ evidente che prolungare lo stato di emergenza è una forzatura costituzionale, se si vuole fare un provvedimento si fa senza il bisogno di prolungarla. Questa emergenza porterà invece ancora danni all’economia di un Paese che ha bisogno di respirare e avere fiducia. Questo stato di perenne ansia non aiuta e non c’è emergenza del virus, noi siamo contrari a questo stato di emergenza.
“Noi la contrapposizione l’abbiamo fatta molto forte, senza esitare rispetto a queste misure del governo. Anche sullo smart working ad esempio, che è un provvedimento che non ha ragione d’essere, noi dobbiamo riconquistare la normalità pre-covid. Non c’è bisogno di prorogare l’emergenza, basta fare un consiglio dei ministri, qui ci sono atteggiamenti di angoscia tra le persone…”
“Una lettura politica per difendere il Governo? Può essere, è una visione plausibile ma io cerco di rimanere il più possibile lontano da riflessioni politiche, ma guardo le condizioni economiche, che purtroppo vedranno in autunno chiusure e tanti disoccupati. Questo mi preoccupa molto, e i denari promessi dall’Europa non saranno subito disponibili. E poi c’è il tema della scuola, le famiglie sono preoccupate, e intanto ci sono traumi enormi nel subconscio dei bambini, come ha detto il Gaslini di Genova.
Io personalmente non mi vaccinerei, commentando le dichiarazioni del giorno. Ma poi ciascuno deve fare le proprie considerazioni. Io però dico che depressione, angoscia e ansia per il futuro già presenti nella società sono stati acuiti dalla narrazione che si fa sul Covid oggi. Non sono cose che vanno sottovalutate”.
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