Quattrocento potenziali donatori di plasma in una cittadina di 5mila abitanti: numeri “da oscar” per Robbio, piccolo comune in provincia di Pavia che in queste ore sta combattendo per salvare la vita ad un numero doppio di persone.
Il fattaccio si sta verificando da due mesi, tempo nel quale il sindaco Roberto Francese le ha provate tutte: non per avere trattamenti sanitari speciali o guadagnare privilegi, ma per donare plasma e salvare vite.
La burocrazia ha infatti impedito la plasmaferesi di questi 400 donatori potenziali, in tutto circa mille nella provincia: non vanno bene i test sierologici a cui si è affidato Roberto Francese secondo la Regione Lombardia, che considera valido solo il sierologico marchiato DiaSorin.
Il primo cittadino nicchia, ma si propone di far fare questi test ai suoi concittadini comprandoli: niente da fare anche stavolta, nell’assenza di risposte l’odissea per salvare vite dal coronavirus continua fino alla chiamata di un esponente della Regione, giunta proprio in giornata.
Ecco la testimonianza ai microfoni di Stefano Molinari e Luigia Luciani.
“Siamo stati il primo comune in Italia ad aver fatto fare i sierologici a tutti i cittadini, perché i tamponi non venivano fatti, non siamo ricercatori.
Fatti i test abbiamo scoperto che 400 persone avevano gli anticorpi IgG e non avevano più l’infezione in corso, quindi sono guariti.
Queste persone hanno chiamato il numero del San Matteo autonomamente per prenotarsi alla donazione di plasma – che è importantissima perché ogni persona ne può salvare due – e gli viene detto che il test fatto non è tra quelli validati dalla Regione Lombardia poiché l’unico era quello della DiaSorin.
Ho chiamato la DiaSorin e la Regione più volte, dicendo che li compro io di tasca mia, che glie li faccio fare io questi test della DiaSorin ai miei cittadini perché almeno poi possono donare. Dalla DiaSorin continuano a dire che mi richiameranno ma ormai sono passati 15 giorni e non credo succederà.
Mi ha chiamato proprio oggi il vicepresidente della Regione che però mi ha garantito – e per questo glie ne sono infinitamente grato – che prenderà lui in mano la situazione per risolvere questo problema che va avanti da due mesi e che non capiamo perché.
Credo che tra i comuni circostanti siano stati fatti circa 15mila test tra i quali un migliaio di persone possono donare il plasma e salvare diverse vite.
Gli altri sindaci? Diciamo che io sono un po’ più rompiscatole, ma alla fine sono loro che mi hanno dato tutta questa visibilità nazionale venendomi contro, perché bastava darmi una mano e dare una mano alla gente che vuole salvare delle vite.
Detto ciò l’assessore Gallera ha tutti i miei messaggi e tutti i giorni scrivo all’Agenzia di Tutela della Salute.
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